Acate. Comitato degli Stati Generali: “Il Re è nudo! Un dilettante, politicamente, un dilettante”. Riceviamo e pubblichiamo.

Acate (Rg), 1 aprile 2015.- Perché soltanto un dilettante alle prime armi avrebbe commesso un errore simile: pensare di pilotare le dimissioni del presidente del consiglio, nel walzer delle poltrone, per farne eleggere un altro, sistemando in un sol colpo  anche la giunta  e facendo così quadrare il cerchio. Solo un dilettante  poteva pensare di “giocare a piacimento” con i voti di un civico consesso. E infatti la “polpetta” è servita.  Solo uno sprovveduto\spocchioso poteva esporre  alla gogna mediatica un giovane consigliere per bene, il cui nome è stato letteralmente “bruciato” da un sindaco calcolatore, disposto a tutto, anche azzannare -come il conte Ugolino- “i suoi stessi figli” pur di raggiungere il suo obiettivo. Ci chiediamo: quale sarà adesso la “ricompensa” per il consigliere Gallo, sbeffeggiato in consiglio comunale? Il tassatore non ha più la maggioranza in consiglio (se mai l’ha avuta). E mentre il paese è in ginocchio, lui continua imperterrito a dare in pasto alla popolazione tasse e bugie. Non possiamo oggi non prendere spunto dal sindaco. Per questo vi raccontiamo la celebre fiaba di Handersen, narrata in più occasioni dal Raffo dall’alto del podio: “i vestiti nuovi dell’imperatore”. La fiaba narra di un imperatore presuntuoso, dedito soltanto alla cura delle apparenze. Un bel giorno, due truffatori giunsero in città, spargendo la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo ed incredibile tessuto; un tessuto talmente sottile, leggero e meraviglioso, da risultare invisibile agli stolti e agli indegni. I “criati” inviati dal re non riescono a vederlo; ma per non essere giudicati male, esaltano la magnificenza del tessuto. L’imperatore, contento, si fa preparare un abito dai due truffatori. Quando gli viene consegnato, però, l’imperatore si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere nulla; attribuendo la non visione del tessuto a una sua indegnità (che evidentemente si riconosce), anch’egli decide di fingere e di mostrarsi felicissimo del lavoro dei tessitori. Col nuovo vestito (in pratica senza vestito) il re sfila per le vie della città di fronte a una folla di cittadini e di “criati” i quali applaudono e lodano a gran voce l’eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi. L’incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida con innocenza: “Il Re è nudo!!!” Ciononostante, il sovrano continua imperterrito a sfilare come se nulla fosse successo. Acate, oggi, sta ridendo dei vestiti nuovi dell’imperatore. Raffo, sei nudo!!! A Gino Licitra, invece, vanno i nostri più sinceri auguri di buon lavoro.

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