Acate. Conferenza Stampa del sindaco Raffo su rifiuti ed agricoltura.

Redazione Due, Acate (Rg), 29 gennaio 2017.-  Criticità relative alla raccolta dei rifiuti solidi urbani e crisi agricola. Sono stati questi i due temi, di scottante attualità, ampiamente affrontati dal sindaco di Acate, prof. Francesco Raffo, nel corso di una partecipata conferenza stampa tenutasi presso la sala consiliare del Castello dei Principi di Biscari. Da circa una settimana gli operatori ecologici, addetti alla raccolta differenziata porta a porta,  hanno sensibilmente ridotto l’orario di lavoro, con conseguenti criticità per la presenza di cumuli di rifiuti urbani nelle varie arterie cittadine. La protesta è scaturita dal mancato percepimento di circa cinque mensilità da parte della ditta Busso, titolare del servizio, la quale, a sua volta, vanta più di ventuno mesi di crediti arretrati da parte dell’amministrazione comunale e, pertanto, non è  più nelle condizioni di poter anticipare gli stipendi ai propri dipendenti. “Nonostante il Comune di Acate, per quanto riguarda la raccolta differenziata- ha sottolineato il sindaco nell’esporre i fatti alla stampa- sia uno tra i comuni più virtuosi della Sicilia e forse anche dell’Italia, stiamo vivendo, purtroppo, delle situazioni problematiche per la legittima e giustificatissima forma di protesta messa in atto dagli operatori ecologici della ditta Busso, la quale vanta numerose mensilità arretrate da parte del Comune. Purtroppo stiamo pagando un prezzo altissimo per errori non nostri. Dall’insediamento della mia amministrazione, avvenuto nel giugno del 2013, ad oggi, siamo stati costretti a contrarre mutui esosi per far fronte ai debiti ereditati dalla precedente amministrazione comunale, accumulandone, di conseguenza, dei nuovi”. “Il tutto nasce- ha continuato il primo cittadino- da irresponsabili scelte amministrative fatte nel 2012 dal consiglio comunale e dall’amministrazione comunale dell’epoca. Lo Stato, infatti, alla luce di inspiegabili ed assurde deliberazioni, ha tagliato i trasferimenti al Comune previsti per il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Ma l’assurdità non finisce qui, in quanto non solo non abbiamo più potuto usufruire dei trasferimenti statali per gli stipendi ma siamo stati, anche, tagliati fuori dal Patto di Solidarietà e considerato, Comune ricco, costretto a versare consistenti somme annuali ad altri comuni in difficoltà. Situazione, questa, che dal 2012 ad oggi ha determinato una voragine passiva di circa quattordici milioni di euro. Da mesi mi sto battendo strenuamente per porre fine a questa assurdità  ma nonostante abbia dichiarato lo Stato di Dissesto, nessun segnale positivo è arrivato a tutt’oggi da parte del Ministero delle Finanze, dove mi recherò nuovamente, a breve, per ulteriori solleciti. Tutto ciò, naturalmente, ha fatto inceppare la macchina amministrativa in quanto, non potendo contare sui trasferimenti statali, abbiamo dovuto far fronte a tutte le esigenze solo ed esclusivamente attingendo dagli introiti delle tasse pagate dai cittadini. Ma questi fondi non sono sufficienti e ciò ha determinato gli attuali problemi. Per garantire, infatti, gli stipendi ai dipendenti comunali siamo stati costretti a non pagare la ditta Busso, danneggiando gli operatori ecologici. Oggi però non siamo più in grado di poter pagare nessuno ed anche i dipendenti comunali vantano, purtroppo, numerose mensilità arretrate”. “Se non riusciamo a rientrare nel Patto di Solidarietà- ha concluso polemicamente il sindaco Raffo- possiamo procedere alla chiusura del Comune. Non mi sono certo candidato per fare l’esattore per conto di Roma o per tartassare i cittadini massacrandoli con tasse esose, bensì per amministrare serenamente Acate, facendo gli interessi della cittadinanza”. A prescindere da ciò che deciderà il Ministero delle Finanze sullo stato di dissesto del Comune di Acate e sull’eventuale rientro nel Patto di Solidarietà si è aperto un importante spiraglio per i lavoratori comunali e per le ditte fornitrici di beni e servizi. A giorni, infatti, il consiglio di amministrazione della Banca Agricola Popolare di Ragusa si dovrebbe pronunciare sull’accettazione o meno della nuova convenzione sulla gestione della Tesoreria Comunale. “Se la risposta da parte della BAPR dovesse essere positiva- ha rassicurato il sindaco- saremo nelle condizioni di poter usufruire di una sostanziale anticipazione di cassa che ci permetterà di riaprire subito la Tesoreria Comunale, una vera e propria boccata di ossigeno che ci permetterà di deliberare sostanziosi acconti alla ditta Busso, ai dipendenti comunali, alle Cooperative ed ai vari fornitori di beni e servizi”. Per quanto riguarda il secondo argomento previsto dalla Conferenza Stampa, quello relativo alla drammatica crisi agricola che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto agricolo Ipparino, della Sicilia e del Sud d’Italia, il sindaco Raffo ha relazionato sulla sua recente partecipazione ad una Assemblea interregionale tenutasi a Ginosa Marina nei pressi di Taranto, in Puglia, e che ha registrato la partecipazione di rappresentanti della Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. “La mia presenza a Ginosa, quale unico sindaco della Sicilia-ha spiegato Raffo- è stata fermamente voluta dai movimenti: Riscatto, Altra Agricoltura, Donne per l’Agricoltura, Movimento No Aste, che ormai, da settimane, si battono, in un presidio permanente allestito sotto una fredda tenda in piazza Gramsci a Vittoria, per denunciare la drammaticità dello stato attuale del comparto agricolo. Essendo l’unico sindaco della Sicilia presente nella città pugliese ho ricevuto dall’Assemblea interregionale la delega ad incontrare l’assessore regionale all’Agricoltura Cracolici ed il Presidente della Regione Sicilia, Crocetta, per concordare con loro le opportune iniziative da proporre al Governo Nazionale”. “Nel corso del mio intervento- ha continuato Raffo- ho rappresentato la drammatica situazione della Sicilia, esprimendo rammarico e sdegno per la totale assenza di riferimenti all’agricoltura del Sud, nel recente Decreto sul Mezzogiorno. Inoltre ho avanzato all’Assemblea una valida proposta, ben accetta da tutti, ovvero la costituzione di una Confederazione delle Regioni del Sud che rappresenti una sola e forte voce e che possa sedersi e mediare con determinazione, forte della presenza di più realtà, al Tavolo delle trattative con il Governo Nazionale e con la Commissione Europea. Solo se facciamo sistema, se facciamo sentire uniti la nostra voce, avremo buone possibilità di ottenere risultati concreti nel corso della Conferenza Stato-Regioni che stiamo richiedendo”.

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