Acate. “Il trionfo di Cartesio e lo schiaffo della Corte”, del professore Francesco Raffo Sindaco di Acate.

Redazione Due, Acate (Rg), 16 aprile 2015.- «La natura dei Siciliani è composta da due estremi, perché sono sommamente prudenti mentre trattano gli affari propri e di una incredibile temerarietà dove si tratta del maneggio pubblico». (Scipio di Castro, storico del XVI secolo). La Corte dei Conti, controllando i Bilanci dei Comuni siciliani e di Acate, molto probabilmente ha tenuto nella dovuta considerazione gli “avvertimenti” di Scipio. Durante la campagna elettorale qualcuno, aduso al potere e a gestire “con incredibile temerarietà” le casse Comunali, mi definì “mentalmente confuso”. Cosa avevo fatto o detto per meritarmi tale pesante giudizio? Nessuna Università (Catania, Ferrara….), frequentata negli ultimi 15 anni, aveva mai colto tale mia patologia mentale! La colpa? Semplice. Avevo fatto cenno in un comizio a qualche “debituccio” del Comune. Apriti cielo! Non ho l’intelligenza e la cultura dei “Signori della Guerra” di Acate che hanno affollato la fauna politica negli ultimi 20 anni, ma…me la sono presa, con me stesso. Che figuraccia! Avevo letto pochi documenti e…non avevo capito nulla! Ricordo gli applausi (pochi) e i sorrisini di qualche sciocco replicante. E capisco, solo ora, perchè alcuni diventano feroci quando pubblico documenti che li smentiscono e attestano quale disastro finanziario ha creato la loro “incredibile temerarietà”. Che oggi ci costringe a fare Debiti con le Banche per pagare i loro Debiti. Debiti per pagare Debiti! (2.500.000 Euro nel 2013, 2.000.000 Euro nel settembre del 2014 e 2.662.000 Euro il 17 dicembre del 2014, tutti degli anni 2006-2012). Una ecatombe finanziaria, inimmaginabile, che onestamente ha mandato a monte tutti i nostri progetti e vanificato gli sforzi di mettere ordine nel Bilancio del Comune. E ricominciare d’accapo, rimboccandoci le maniche, mentre gli “sciacalli” di sempre sorridono e distraggono il dibattito politico sul “sesso degli angeli”. Ma cosa c’entra la Corte dei Conti? Seguiamo le orme (Metodo) di Cartesio. E’ utile ricordare che questi “guerrieri” nella loro ultima e infausta avventura amministrativa (2008-2013) sono stati impegnati in un duello mortale per due “nobili” obiettivi: cacciare Leone dallo scranno di Presidente del Consiglio e Ciriacono dal Consiglio. Epica impresa! Potevano pensare al Depuratore inquinante, alla Zona artigianale, alla raccolta differenziata e al dramma dell’ATO, alla pulizia del paese, al Piano Regolatore, scaduto da anni e col Commissario alle porte, al Macello, ai DEBITI con mezzo mondo e, sopratutto all’Enel (1.900.000 Euro di Debiti) e alle bollette quadruplicate? Potevano “perdere tempo” a leggere le note e i richiami della Corte dei Conti? Ma nemmeno per sogno! Anche la suprema Corte se ne accorge e li bacchetta. Un particolare è illuminante: la Corte dei Conti, alla luce delle tante “criticità” riscontrate nei Bilanci del Comune, invia un Commissario ad Acta. Ebbene il Commissario studia i documenti contabili e consegna agli Amministratori una deliberazione (n. 42 del 29/11/2011) da spedire alla Corte dei Conti di Palermo. Il documento rimane, inspiegabilmente, nei cassetti del Comune. La Corte, impazientita, impone al Comune di inviarla subito. E così, dopo 15 mesi, la deliberazione arriva a Palermo. Alla richiesta di chiarimenti, gli Amministratori rispondono che il ritardo è dovuto a “disguidi interni all’ufficio”(!!!). La Corte, esaminata la relazione dei Revisori dei Conti del  Comune sul Bilancio 2011 e la deliberazione del Commissario sui debiti fuori Bilancio, sollecita “la richiesta di numerosi chiarimenti” e convoca a Palermo Sindaco e Responsabile dei Servizi Finanziari. Ma le risposte non sono affatto convincenti. La Corte ribadisce le perplessità e le “criticità” rilevate e prescrive l’adozione di “provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Corte per le verifiche di competenza”. Sopratutto contesta che “non sono stati forniti elementi sufficienti ad escludere il permanere di molte criticità”. In particolare: 1) il “significativo ritardo nell’invio della deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio, oltre un anno dopo l’adozione della stessa da parte del Commissario ad acta; peraltro, solo a seguito della segnalazione di questa Corte. Com’è noto, invece, la trasmissione dei provvedimenti di riconoscimento dei debiti deve essere immediato onde consentire alla Procura contabile le verifiche di competenza e, in ipotesi di danno erariale, il tempestivo esercizio delle azioni di responsabilità”. Come detto prima, la deliberazione è stata mandata con oltre un anno di ritardo (11/3/2013), cioè due mesi prima delle Elezioni Amministrative. Come dire: “sa viri cu veni”. 2) “la presenza di un consistente debito nei confronti dell’ATO-Ragusa, per il quale il Comune ha dovuto subire un pignoramento… E’ il sintomo di una inadeguata programmazione finanziaria e…di scarsa conoscenza e governance dei rapporti con le stesse partecipate”. 3) “la sussistenza di profili di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio… conservazione di consistenti residui attivi (somme da incassare) remoti e di dubbia esigibilità (totale complessivo Euro 7.278.603,85), reiterato ricorso ad anticipazione di tesoreria (Prestiti della Banca) nel triennio 2009/2011, perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità”. 4) la Corte sottolinea che “nonostante il notevole ricorso alle anticipazioni, il Comune non riesce a garantire il rispetto dei termini contrattuali di pagamento”. Cioè non paga nessuno! Non sfugge ai Cittadini quanto sia difficile operare in una situazione così complessa e disastrata e quanto studio sia necessario per capire e mettere ordine nel caos amministrativo e contabile-finanziario, creato dai “signori della guerra” che oggi si offrono come i salvatori di quella Patria, che hanno ridotto in macerie. Noi continuiamo a lavorare e faremo di tutto per uscire dal pantano. La prossima nota (quarta puntata) sarà dedicata ancora alla Corte dei Conti, a coloro che sapevano e…sorridevano e alla mia convocazione (13/11/2014) a Palermo presso la Corte, la quale si è accorta che ora ci sono Amministratori che leggono e scrivono e vogliono affrontare i problemi con onestà e correttezza, senza giochi di prestigio. “Obtorto collo”, entro in scena io, e non solo per questo!

 

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