Acate. Mercoledì 22 febbraio Consiglio Comunale sul mancato pagamento degli stipendi ai comunali. Nota dell’amministrazione comunale.

Redazione Due, Acate (Rg), 21 febbraio 2017.- In riferimento al Consiglio Comunale  di mercoledì 22 febbraio 2017, con all’o.d.g. “Mancato pagamento degli stipendi agli impiegati”, il Sindaco di Acate, prof. Francesco Raffo, ha rilasciato una dichiarazione che vuole semplicemente essere un sintetico excursus storico sui vari passaggi che hanno determinato tale drammatica situazione e studiare soluzioni possibili. “Lo stipendio dei lavoratori- ha dichiarato il primo cittadino- è un sacrosanto diritto  sul quale c’è poco da discutere,  tranne se non si voglia fare pura demagogia, come purtroppo rilevato in alcune dichiarazioni rilasciate anche da chi ha contribuito al disastro del Comune. Il problema del mancato pagamento  va ricondotto alla storia  del dramma finanziario del Comune di Acate, che affonda le radici ai primi anni del 2000. Su questo va fatta chiarezza, per trovare opportune  soluzioni e porre fine a strumentali e improduttive polemiche. In questi giorni ci sono molte attese sull’apertura della Tesoreria della Banca Agricola, che certamente ci garantirà una boccata di ossigeno. Pur tuttavia, questo non ci esime dalla necessità di elaborare una strategia finanziaria risolutiva, che eviti il ripetersi della criticità. Anche perché è ormai assodato che non possiamo aspettarci nulla dallo Stato e dalla Regione. Cioè dal 2012 e  per sempre possiamo fare affidamento sui cittadini acatesi. Pertanto, data la complessità e la delicatezza della situazione, proporrò di lavorare tutti insieme, in sinergia, consiglieri, impiegati, dirigenti e sindacati, alla ricerca di valide e risolutive soluzioni”. “Il problema è molto delicato, perché si tratta di criticità antiche e mai affrontate con la dovuta attenzione. Quali- continua il Sindaco Raffo- hanno portato alla Bancarotta? Prima grave causa:la cronica evasione fiscale che ad Acate, si aggira tra il 50 ed il 60%.  Già nel 2005/ 2006, infatti, il Comune di Acate sforò il Patto di Stabilità, cioè spendeva più di quanto incassava, e l’amministrazione Caruso non ha fatto nulla per invertire la rotta. La Corte dei Conti in quegli anni più volte fece rilevare “la condizione di deficitarietà strutturale del Comune…l’elevata incidenza dell’indebitamento complessivo”…e consistenti somme remote e di dubbia esigibilità pari a circa 8 Milioni di Euro. Nonostante ciò, il Comune di Acate continuò tranquillamente  a spendere e spandere, a contrarre Mutui per Milioni di Euro, senza un minimo accenno a come pagarli. Nel 2010 è stata intrapresa una iniziativa politicamente corretta: quella della stabilizzazione di circa quaranta precari comunali. Ma! L’Amministrazione Caruso non ha tenuto conto che da quel momento gli stipendi sarebbe stati dei Cittadini e non della Regione.  Sempre nel 2010 il Sindaco Caruso e gli assessori (Iacono Gianni, Amarù Daniela e Pepi Alice), con la regia del Segretario Baglio Ezio, propongono “azione legale contro tutti i titolari di concessioni edilizie che non hanno provveduto al pagamento degli oneri di urbanizzazione”.  Risultato? Zero! Tutto ormai in prescrizione. Pagano solo i fessi! Nel 2012, infine, il colpo mortale alle finanze comunali con l’ormai ben nota vicenda dell’azzeramento dei trasferimenti statali e con l’aggravante di dare parte dei nostri soldi ai comuni in difficoltà. E il giallo della Bancarotta dichiarata e successivamente ritirato, con la regia del Segretario, dott. Umberto Calabrese, recentemente ritornato ad Acate, e il Commissario ad Acta. Tutto sapientemente nascosto e su cui nessuno ha mai indagato. Troppi interessi venivano toccati!”. “Fatta la dovuta chiarezza-conclude il Sindaco Raffo- bando alle polemiche e massima disponibilità  a  lavorare tutti intorno ad un tavolo e cercare strategie possibili per il risanamento e lo sviluppo. La posta in gioco è alta. Le soluzioni ci sono, basta lavorare in sintonia per migliorare le Entrate, ridurre i costi dei servizi onerosi e salvaguardare i Cittadini, ormai allo stremo”.

L’Amministrazione Comunale

 

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