Acate. Movimento 5 Stelle. “Bollette impazzite”. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 22 gennaio 2016.- Dal mese di dicembre gli uffici comunali stanno notificando agli acatesi degli avvisi di pagamento relativi al canone acqua e all’ici 2010. Molte di queste richieste si stanno rivelando errate: a qualcuno viene conteggiato due volte lo stesso immobile solo perchè nel tempo è cambiato il nome della via, ad altri perchè ha due entrate (come dire, una porta un immobile!), ad altri ancora viene chiesto il pagamento pur essendo già stato effettuato regolarmente nel 2010. Fortunatamente molti hanno le ricevute di pagamento, ma altri no, quindi rischiano di dover pagare due volte quanto già pagato. Molte richieste di pagamento, comunque, sembrerebbero già prescritte, perchè il comune può richiedere il pagamento solo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, e questo vuol dire che i tributi locali (come apputo l’ici) del 2010 si sono prescritti il 31 dicembre 2015. Perciò tutti coloro che hanno ricevuto l’avviso a gennaio 2016 dovrebbero essere al riparo da ogni contestazione (a meno che il comune negli anni passati non abbia mandato altre raccomandate). Prima di pagare, dunque, vi invitiamo a controllare bene ed eventualmente verificare con l’addetto comunale. Tralasciando ogni aspetto tecnico-giuridico, dal punto di vista politico ci chiediamo perchè il sindaco non intervenga! Infatti, in forza della determina dirigenziale del 05 ottobre 2015, tali accertamenti sono stati fatti da una società di Ragusa: perchè il sindaco non blocca questa situazione? Il disagio dei cittadini che devono passare l’intera mattinata al comune chi lo risarcisce? Qualche errore, ovviamente, può sempre capitare, ma a giudicare dal numero di persone che quotidianamente stazionano al comune per verificare l’avvenuto pagamento sembrerebbe che questi accertamenti siano stati fatti in maniera alquanto superficiale. Il sindaco avrebbe dovuto quantomeno potenziare gli uffici che si occupano di questa problematica! Ai cittadini che vogliono far valere i loro diritti non resta che armarsi di una buona dose di pazienza e aspettare che qualcuno li ascolti. Insomma, stiamo assistendo all’ennesimo passo falso di Franco Raffo. Intanto noi provvederemo a formulare un’interrogazione consiliare per vederci più chiaro.

 

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