Acate. Movimento 5 Stelle: “Grazie all’Amministrazione Raffo, Acate entra nel circolo dei comuni in dissesto”. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 22 settembre 2016.- Che cos’è il dissesto? Cosa succederà? Si poteva evitare? La legge dice che si ha dissesto finanziario quando un ente non è più in grado di assolvere alle “ordinarie” funzioni ed ai servizi definiti indispensabili. Come detto, il sindaco non è riuscito a predisporre e far approvare il bilancio di previsione 2015 e, pertanto, ha dovuto chiedere la dichiarare del dissesto finanziario. La regione invierà tre commissari che per i prossimi 5-6 anni tenteranno di ripianare il bilancio, aumentando al massimo i tributi locali e tagliando sempre più servizi. Già i primi effetti del dissesto si cominciano ad avvertire, basti pensare alla mensa della scuola materna che avrà un costo di 5 euro al giorno e agli abbonamenti dell’autobus a carico delle famiglie. Una vera e propria tragedia che Acate non meritava! Il misero tentativo di Raffo di discolparsi è caduto molto presto, smentito dai suoi stessi numeri che per anni ha urlato nelle piazze, smentito dai suoi consiglieri che oggi lo abbandonano, smentito dai fatti eclatanti come la dimenticanza – per sua stessa ammissione – dell’esistenza di un decreto che avrebbe SALVATO Acate (cosiddetti decreti “sblocca pagamenti” di cui tutti i comuni usufruiscono, tutti tranne Acate). Il sindaco, fin dal giorno del suo insediamento, ispirato forse da rancori personali, decide di smantellare tutti gli uffici del comune e di rimpiazzare i tecnici con suoi conoscenti (ovviamente forestieri). Raffo si è, così, trasformato in un “Re Mida all’incontrario”: un sindaco che danneggia tutto ciò che tocca. I settori in cui interviene finiscono col soccombere. Ricordiamo alcuni esempi: il sequestro del depuratore comunale, l’abbandono del verde pubblico e del decoro urbano, una differenziata che non riesce a gestire provocando solo l’inquinamento del nostro territorio, l’acqua del consorzio che è riuscito a far bloccare, Marina di Acate che ha raggiunto i minimi storici e la totale assenza su temi importanti come la sicurezza del nostro territorio. Nel dicembre 2014 Raffo decide di mettere le mani sull’ufficio finanziario. La dirigente, dopo innumerevoli scontri (pare ci sia stato un pressing asfissiante da parte del sindaco), decide di lasciare l’incarico. Al posto della dirigente che per 14 anni si è occupata della gestione economica del comune senza clamorosi problemi subentrano, nell’arco di un anno, decine di esperti. Tutti profumatamente pagati. Tutti – ahi noi – incapaci di redigere il bilancio. Sarà per questo che dopo due mesi ognuno di loro ha abbandonato l’incarico. Il risultato di tutto questo caos si chiama oggi DISSESTO. Per questo possiamo benissimo affermare che Acate, con un’amministrazione più attenta e meno “emotiva”, avrebbe evitato il dissesto. Se infatti avesse impiegato il tempo speso per colpevolizzare le passate amministrazioni a studiare soluzioni ai problemi – purtroppo reali – di Acate, probabilmente oggi non ci troveremmo in questa situazione. Adesso non ci sono altre soluzioni se non quella di votare in consiglio una mozione di sfiducia, mozione che abbiamo già presentato e che verrà discussa giorno 26 settembre. Il consiglio comunale è composto da 15 consiglieri, affinché la mozione passi, provocando la decadenza del sindaco e lo scioglimento immediato sia della giunta che dell’intero consiglio comunale, servono almeno 12 voti favorevoli. Il Movimento 5 Stelle come sapete è presente in consiglio con 5 consiglieri comunali.  L’appello che facciamo oggi è rivolto a tutti gli altri consiglieri. Votare la mozione di sfiducia, giorno 26 settembre, non è più una possibilità ma un dovere. Perché se oggi Acate vive questo dramma non è solo colpa del sindaco, ma anche colpa di chi lo sostiene in consiglio. Prima che sia troppo tardi, aiutateci a staccare la spina! Pensate solo cosa potrebbe riuscire a fare nei prossimi due anni. Quanto ancora in basso dobbiamo sprofondare?

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