Acate. Movimento 5 Stelle: “Il consiglio comunale e le scimmie urlatrici”. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 21 maggio 2016.- Ormai i consigli comunali sono diventati una farsa. Per non annoiarvi eviteremo di raccontarvi punto per punto gli otto argomenti trattati e ci soffermeremo solamente sui due più rilevanti. Uno di questi riguardava la Tari (ossia la tassa per la spazzatura). Il sindaco ci chiedeva di rideterminare la tariffa (e non certo per diminuirla) riproponendo un’identica proposta che a settembre avevamo già bocciato. Volevamo, quindi, dei chiarimenti ma il nuovo dirigente, il vittoriese Guzzardi, a metà consiglio se n’era già andato. Era assente anche il revisore dei conti, il comisano Barone. Era assente il sindaco. Era assente l’ex dirigente dei servizi finanziari, il comisano Sidoti. Sorge spontanea una domanda: ma dov’è l’interesse dell’Amministrazione per fare andare avanti le cose? Come pretende il sindaco Raffo che gli approviamo le sue proposte se non c’è nessuno che le sostiene? Ovviamente la proposta, condita da una buona dose di menefreghismo, è stata bocciata. L’altro punto importante era una nostra interrogazione relativa alle spese della festa di San Vincenzo. Il sindaco ha ripetuto in televisione e sul palco che le festa si sarebbe fatta a costo zero per le casse comunali. E, in effetti, il Comune ha ricevuto due donazioni per complessivi euro 3.500. Peccato che questi soldi non coprano l’intera organizzazione, soprattutto con riferimento ai cantanti: come sono stati pagati Giovanni Caccamo e la cover band dei Pooh? L’assessore allo sport e al turismo Doroti Cutrera ha risposto leggendo meccanicamente un papello nel quale ringraziava la gente e nel contempo ci accusava di non avere comprato i biglietti di San Vincenzo. L’assessora, senza alcuna logica, precisava che la festa era stata pagata anche con i soldi incassati dalla tosap e tari (pari a circa 10.500,00) e quindi sarebbe a costo zero. In altre parole: le tasse pagate dai commercianti per l’occupazione del suolo pubblico e per la pulizia dopo il mercato sarebbero stati impegnati per pagare i cantanti. Chiunque, leggendo queste righe, capisce che se la festa doveva essere a costo zero, allora i soldi ricavati dalla tosap e dalla tari non dovevano essere impegnati per la festa! Ma questo l’assessora proprio non lo capiva e si arrabbiava quando le facevamo notare la contraddizione. Ma ci chiediamo: visto che abbiamo una scopertura di circa 700.000,00 euro nei confronti della banca e visto che ogni centesimo che entra viene incamerato per ripagare il debito, come hanno fatto a impegnare queste somme? E ancora: visto che i dipendenti comunali non vengono pagati da tre mesi e gli operai della Busso da quattro mesi, era opportuno usare quei soldi per i cantanti? L’unico a dare una qualche risposta è stato il padre di una consigliera raffiana che si è messo a inveire contro di noi e contro una signora del pubblico. Purtroppo da quando il consiglio è composto da alcune belle statuine che prendono ordini dai maschi della famiglia, quasi ogni seduta diventa una zona franca dove questi soggetti si arrogano il diritto di urlare come cani rabbiosi (si pensi al miserabile attacco al sindacalista nel precedente consiglio) o di gridare come le scimmie urlatrici delle foreste pluviali o peggio ancora di tentare di aggredire fisicamente gli avversari politici. Abbiamo già comunicato il nostro disagio agli organi competenti, ma evidentemente è necessario che si prendano dei rimedi più concreti. Per questa e altre vicende nei prossimi giorni chiederemo di essere ricevuti dal Prefetto e dal Questore.

 

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