Acate. Nota dell’amministrazione comunale: “Acate non è un paese ricco, rivogliamo i trasferimenti da parte dello Stato”. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 26 settembre 2016.- A seguito della drammatica situazione, determinata dalla dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, che attualmente sta vivendo il Comune di Acate, il Sindaco, professore Francesco Raffo, in un estremo tentativo di individuare una, anche se parziale, risoluzione che possa permettere la ripresa dell’attività amministrativa dell’Ente Comune, si è messo in contatto ed ha incontrato autorevoli esponenti politici ed alti Dirigenti ministeriali e regionali. A tutti quanti il Sindaco ha esposto l’anomala ed assurda situazione del Comune di Acate che, per una serie di folli e scandalosi errori delle passate amministrazioni comunali, è stato escluso nel 2012  dai  trasferimenti da parte dello Stato, indispensabili per il pagamento degli stipendi agli impiegati comunali. Questo folle azione amministrativa ha costretto l’Ente Comune a stornare tali esosi importi da altri capitoli, con gravissime ripercussioni sul bilancio comunale e sui tanti fornitori (la ditta di raccolta rifiuti, i proprietari dei pozzi, le associazioni varie che accolgono i nostri malati, le cooperative che garantiscono servizi essenziali,ecc) che da due anni non hanno visto un solo Euro. Dagli incontri avuti dal Sindaco con vari dirigenti ministeriali e regionali, è emerso che attualmente l’interlocutore prioritario del Comune non è il Dipartimento Enti Locali del Ministero degli Interni, bensì il Ministero delle Finanze. Il Sindaco ha, pertanto, già avviato importanti e costruttivi incontri con alti dirigenti del Ministero delle Finanze e aspetta di essere convocato al più presto nella Capitale per interloquire con il Presidente della Commissione Finanze. “Solo modificando lo stato da “comune virtuoso e ricco” a quello di “comune povero e in dissesto”- ha sottolineato il Sindaco Raffo- modifica che deve essere ratificata dal Ministero delle Finanze, potremo nuovamente riavere i trasferimenti dello Stato, molti dei quali sono attualmente bloccati presso l’Agenzia delle Entrate di Palermo. In caso contrario, non c’è futuro per Acate. Debbo ammettere, comunque, che comincio a nutrire un certo ottimismo. Per quello che ci riguarda, noi non lasceremo nulla al caso e non consentiremo che il nostro paese e la comunità acatese vengano ancora e ulteriormente penalizzate per colpe di altri, che presto saranno chiamati dalle Autorità competenti a darne conto e ragione”.

 

 

Print Friendly, PDF & Email