Acate. Orizzonti Chiari: “La Tripoli del nord – ennesimo capitolo”. Riceviamo e pubblichiamo

Redazione Due, Acate (Rg) 11 settembre 2015.- Era l’11 febbraio 2010 e dalla bocca del sindaco Raffo uscivano queste parole, piene di rabbia e veleno, in un documento intitolato, addirittura, “La Beffa e l’Inganno. Ovvero l’arroganza del potere: il Sindaco ci caccia da Marina di Acate, dopo averla saccheggiata”:<<Povero lungomare declassato a particelle catastali! Divieto di accesso, dunque, con minaccia di multe per chi osa affacciarsi al mare. E anche l’avvertimento che se qualcuno si rompe l’osso del collo non potrà fare nemmeno denuncia, anzi sarà multato. Due anni fa un giornalista denunciò lo stato di abbandono di Marina di Acate. Il Sindaco rispose che ne stava studiando i problemi. Il lungo e faticoso studio ha partorito una ordinanza che di fatto certifica la morte di Marina di Acate, ridotta a desolante zona rurale e catalogata come zona agricola. E’ evidente a tutti che in sette anni il Sindaco Caruso è riuscito a fare anche l’impossibile: distruggere quello che le precedenti Amministrazioni avevano costruito. L’ordinanza di divieto di accesso al lungomare è l’ultimo frutto di una politica dissennata, dell’incuria e della latitanza del Sindaco e degli Assessori, che non riescono a garantire la normale attività amministrativa>> Era il 7 settembre 2010 e Raffo ritorna alla carica: <<Siamo profondamente dispiaciuti di questo … in quanto alla fine si tratta di denaro pubblico che dovrà essere reinvestito affinché l’anno prossimo venga ripristinato, sempre nella speranza che avversità meteorologiche non pongano ulteriore problema. Non c’è dubbio che nell’ultima stagione qualche intervento è stato fatto (ad esempio le gabbionate che solo in parte hanno resistito), ma il problema è che in otto anni di Amministrazione, il sindaco Giovanni Caruso non ha capito che l’intervento va fatto a monte e non a valle e, quindi, dobbiamo fare sì che si evitino ulteriori danni e scempi del nostro territorio>>. Non sono parole inventate. Sono le parole tratte dai documenti di Rinascimento Acatese, parole di  Raffo!!! Oggi, 10 settembre 2015. La storia si ripete ma, questa volta, sindaco è l’individuo che blaterava solo qualche anno fa. Andate a Marina di Acate e verificate in che condizioni, disastrose, è il lungomare, dopo il nubifragio del 9 settembre.

Tutto distrutto, tutto nel più completo abbandono.

E adesso cosa dirai,  Raffo? Dirai le stesse cose che dicevi al tuo predecessore?

Dirai che il lungomare è declassato a particelle catastali?

Dirai che il lungomare è in stato di abbandono?

Dirai che i tuoi lunghi studi hanno ridotto Macconi a desolante zona rurale?

Dirai che anche tu che il lungomare disastrato è frutto di una politica dissennata, dell’incuria e della tua latitanza?

Lo hai fatto un intervento a monte e non a valle?

Hai evitato ulteriori danni e scempi del nostro territorio?

Cos’è questa: beffa, inganno o arroganza del potere?

Si ponga queste domande, utilizzando le sue stesse parole. Siamo certi che, nonostante l’inevitabile senso di vergogna, una scusa dinanzi alla popolazione la troverà. Nel contempo, noi acatesi ci godiamo la nostra Tripoli del Nord! Vergogna!

 

Il Presidente, Ing. Giuseppe Di Natale

Il Segretario, Gianpippo Busacca

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