Acate. “Raffo ultimo atto”. Nota del Movimento 5 Stelle. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 26 aprile 2017.- Qualcuno, probabilmente, ricorderà la seduta del consiglio comunale del 14 novembre 2012. Al sindaco di allora bastavano 5 consiglieri per potere riequilibrare il bilancio di previsione 2012 ed evitare il commissariamento. All’appello si presentarono però solo tre consiglieri (uno dei quali era la moglie), il comune venne commissariato e, per evitare il dissesto, si rinviò di un anno il rimborso dell’IMU 2012. L’opposizione, di fatto diventata maggioranza, esultò. E chi c’era all’opposizione? C’era la lista Rinascimento Acatese capeggiata da un tale Prof. Franco Raffo che, a quanto ci dicono, dovrebbe essere l’attuale sindaco. Proprio quello che, da mane a sera, lancia strali contro i maneggi delle passate amministrazioni. Ah, destino cinico e baro! Nel corso dell’ultima seduta consiliare, infatti, si è ripetuto quanto successo allora, con addirittura un’aggravante, perchè  Raffo per ben due volte consecutive è stato pubblicamente tradito e umiliato dai suoi stessi sostenitori. Anche questa volta sarebbero bastati 5 consiglieri, ma a presentarsi sono stati solo quattro. Allora due consiglieri del gruppo Insieme, forse spinti da umana pietà, decidono di entrare in aula per raggiungere il numero legale. E cosa fa, a questo punto, il nostro caro sindaco, esperto di politica e fine conoscitore dell’animo umano? Inizia ad inveire e ad offendere con battutine quei due consiglieri che erano venuti proprio per permettergli l’approvazione delle nuove tariffe del servizio idrico integrato! Inevitabilmente i due consiglieri abbandonano l’aula facendo nuovamente mancare il numero legale. Il vicepresidente del consiglio, Vincenzo Eterno, ammonisce dunque il sindaco che la seduta non può proseguire ma il primo cittadino elemosina un pò di pazienza per consentirgli di completare la lettura delle sudate carte affinchè il numeroso pubblico (dieci persone, carabinieri compresi) apprenda ogni piccolo particolare dell’incontro trapanese-palermitano con Salvatore Stornello, delegato alla cultura e all’occorrenza assessore pro tempore. Nonostante le rimostranza di qualche suo consigliere (“ma sindaco, se lo allega agli atti poi ce lo finiamo di leggere per conto nostro”) e la più totale indifferenza di tutti i presenti, il primo cittadino riesce a completare la lettura del suo papello. Ed ecco il colpo di scena. Sopraggiunge, non si capisce se con la speranza o con il timore di garantire il numero legale, la consigliera Immacolata Licitra, la cui voce nessuno, in consiglio comunale, in questi quattro anni, ha mai avuto il piacere di udire. Purtroppo la loquace consigliera non è stata abbastanza lesta visto che la seduta era già stata sciolta. In conclusione, il sindaco Raffo per due volte consecutive non è riuscito a farsi sostenere da neanche cinque consiglieri. Le ripercussioni politiche di tale vicenda sono più che evidenti. Sorvolando, per ora, sul comportamento ballerino e incoerente di quei consiglieri che per ben due volte non hanno votato la nostra mozione di sfiducia, è chiaro che il sindaco è ormai gravemente delegittimato dal consiglio comunale. Che senso ha prolungare l’agonia? Vorremmo poter dire che le dimissioni sarebbero un’uscita di scena dignitosa, ma onestamente nella politica del sindaco Raffo di dignitoso ormai non è rimasto proprio nulla.

 

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