Acate. “Una nuova Resistenza per ridare voce e potere al popolo”. Nota dell’amministrazione comunale.

Redazione Due, Acate (Rg), 26 aprile 2017.- Tutti i Sindaci della Sicilia si ritroveranno, mercoledì 26 aprile, a Palermo per incontrare il Presidente dell’Assemblea siciliana  e protestare contro la L. Reg. n. 6 del 29/3/2017  sulla decadenza di Consigli comunali e Sindaci, in caso di mancata approvazione dei bilanci: un atto definito dal Presidente dell’Anci-Sicilia, Leoluca Orlando, una “calamità istituzionale, una vera e propria dichiarazione di guerra da parte della Regione contro tutti i Comuni della Sicilia”. “Mi chiedo, dice  il Sindaco di Acate, prof. Francesco Raffo, cosa sta succedendo realmente in Sicilia?  Si assiste  a improvvise sconvolgenti decisioni, senza un minimo di coinvolgimento dei cittadini, a veri colpi di mano, per nulla comprensibili, oserei dire al limite della follia. Un vuoto della politica che spaventa! Ma, chi ha votato questa legge, in quale mondo vive? Non c’è un minimo di logica né alcuna rispondenza col senso comune. La gente chiede stabilità, punti di riferimenti certi, rispetto del proprio voto e dell’elezione diretta del Sindaco. Abbiamo una Sicilia in ginocchio, disoccupazione galoppante, giovani che fuggono all’estero, le aziende che chiudono con licenziamento di tantissimi lavoratori, persone che perdono la propria casa  e, a volte, disperati si tolgono la vita, Comuni ormai allo sbando totale sommersi dai debiti, le discariche prossime alla chiusura, Enti pubblici quasi tutti commissariati; anche la Regione incapace di approvare il proprio Bilancio. Un quadro desolante! Sappiamo che ai Comuni sono stati azzerati i soldi per gli investimenti e  che quelli per i servizi verranno ridotti del 75%. La catastrofe. Nessun Comune potrà chiudere i Bilanci 2017. E la Regione cosa fa? Studia come  commissariare i Comuni, renderli ancora più dissestati ed eliminare l’ultimo brandello di democrazia vera”. “Allora mi  chiedo- continua il prof.  Raffo- è veramente una calamità istituzionale? E’ solamente  una dichiarazione di guerra nei confronti dei  Comuni ?  O c’è sotto qualcosa di più grave? Chi  manovra per l’ingovernabilità della Sicilia? Chi vuole mettere la mani sui Comuni? Chi vuole annullare il voto popolare e l’elezione  diretta dei sindaci? Quali interessi reali ci sono?  La situazione è grave ed è ancora più grave il fatto che ciò stia avvenendo nel silenzio assoluto delle forze politiche e  dei partiti. Si muovono soltanto l’Anci ed i sindaci, unica e ultima frontiera, ultimo presidio democratico, che parla con la gente,  si confronta con essa,  ne subisce le lagnanze e insulti, ma resta sempre sul territorio e sopperisce all’assenza delle altre Istituzioni. Il problema non è la permanenza o meno di un sindaco, ma la difesa della libertà di voto e del suo valore, e dei Cittadini, gli unici detentori del potere di dare o togliere la fiducia al Sindaco. Non solo, ma con questo provvedimento i sindaci diventeranno ancora più ricattabili e perennemente ostaggio di consiglieri comunali, parecchi esperti nel salto della quaglia.  Altro che Cerimonia del 25 Aprile, qui c’è bisogno di una vera, forte e nuova Resistenza per ridare voce e potere  al Popolo, per abbattere i gruppi di potere, i Parassiti, quella parte di Burocrazia che ammorba il lavoro, frena l’economia, fa scappare chi vuole lavorare e investire, e creare occupazione e benessere. Per questo tutti i sindaci ci ritroveremo a Palazzo dei Normanni, proprio all’indomani del 25 Aprile, per confrontarci con i Parlamentari Regionali”.

L’Amministrazione Comunale

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