ARS, ddl province. Di Mauro (MPA): “Nostro emendamento dimostra che PD è Forza Assente”

PALERMO – “Il nostro emendamento che ha visto 7 franchi tiratori tra le fila della maggioranza ed ha portato alla bocciatura del DDL sulle Province, dimostra che il PD è oggi una “Forza assente”, come quei militari che essendo sempre in malattia venivano di fatto considerati inutili ai fini delle operazioni sul campo pur essendo formalmente arruolati“. Lo ha dichiarato il capogruppo del PdS-MpA Roberto Di Mauro, che con il collega di partito Giovanni Greco ha presentato l’emendamento soppressivo che è stato approvato a scrutinio segreto dall’ARS, bocciando di fatto l’impianto complessivo del DDL sulle Province.
Questa bocciatura – prosegue Di Mauro – è un fatto di grandissima rilevanza politica, che può forse rappresentare un punto di svolta perché finalmente si apra un tavolo di confronto e dialogo vero fra il Governo, la maggioranza e tutta l’opposizione parlamentare per trovare una soluzione politico istituzionale che risponda davvero all’esigenza di ridurre e razionalizzare la spesa ed allo stesso tempo permetta una migliore e più efficiente gestione delle risorse“.
La verità – prosegue Di Mauro – è che ancora una volta si è consumato uno scontro pesantissimo fra il Presidente Crocetta e quella parte del PD che vorrebbe mantenere in vita le Province in vista della tornata elettorale, magari offrendo e promettendo tanti posti di sottogoverno ed incarichi di secondo livello.
Quello arrivato in Aula era infatti un DDL molto diverso dagli annunci del Presidente, che vertevano su una riforma degli organismi intermedi e sul voto di genere“.
Per il capogruppo del Partito dei Siciliani “questo voto offre la possibilità, ma sarebbe meglio dire che impone la necessità di un confronto vero ed aperto, che coinvolga tutte le forze politiche a partire da una scelta di fondo: se mantenere in piedi degli organismi dotati di poteri veri, da sottrarre alla Regione e che permettano la gestione e l’attrazione di risorse comunitarie – quindi un organismo intermedio di gestione i cui vertici siano eletti a suffraggio universale – oppure se dar vita ad organismi puramente programmatori e privi di poteri gestionali – quindi eventualmente anche governati da strutture di secondo livello.
Quel che è certo è che il Governo e il PD non possono continuare questa guerra fratricida di cui fanno le spese i siciliani e che sempre più sta paralizzando la vita politica ed amministrativa di una Regione che nel frattempo sembra andare verso il disastro“.

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