Assenza: “Interrogazione su crisi Agricoltura a tutela dei produttori ortofrutticoli”

“Misure urgenti per rivedere l’accordo di libero scambio tra Marocco e Ue a tutela dei produttori ortofrutticoli siciliani”

Al PRESIDENTE DELLA REGIONE
ALL’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA

Premesso che:

–         il 16 febbraio 2012 il Parlamento Europeo ha approvato con la risoluzione A7-0023/12 l’accordo tra l’Unione Europea e il Regno del Marocco che liberalizza il commercio di prodotti agricoli, di prodotti agricoli trasformati, del pesce e dei prodotti della pesca; con questo accordo si è dato il via a una immediata liberalizzazione delle importazioni ed esportazioni da e per il  Marocco.

–         In merito a tale accordo il 2 agosto 2011 la Commissione agricoltura della camera dei Deputati, approvando la risoluzione n.8-00145, impegnava il Governo pro tempore ad evitarne l’approvazione senza le opportune modifiche che tenessero conto del rischio di trasformare in vantaggio competitivo per il Marocco i minori vincoli, rispetto all’Europa, in termini di standard qualitativi, di protezione ambientale, di condizioni dei lavoratori, di norme di sicurezza alimentare; al contrario l’accordo approvato al Parlamento non ha tenuto assolutamente conto degli impegni approvati dal Parlamento italiano esponendo così il settore primario nazionale al rischio di svantaggio competitivo sia con riferimento ai prezzi di entrata di alcuni prodotti, ma anche alla compatibilità con le vigenti normative europee di qualità e tutela sul lavoro e sull’ambiente.

Preso atto che:

–         con l’accordo per il libero scambio tra Ue e Marocco sono state eliminate il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e il 70% delle tariffe sui prodotti agricoli e di pesca dell’UE, facendo registrare un volume di affari che supera i 30 milioni di euro quasi tutti a favore delle esportazioni di ortofrutta dal Paese nord africano.

Considerato che:

–         il testo dell’accordo tra Bruxelles e Rabat, aveva  teoricamente previsto una serie di misure di salvaguardia per i prodotti europei, ma di fatto mai nessun controllo è stato attuato permettendo così al prodotto marocchino di invadere il  mercato europeo con un abbassamento del prezzo del prodotto agricolo italiano e del sud Europa, soprattutto per quanto riguarda il pomodoro e altri prodotti ortofrutticoli come peperoni, melanzane e zucchine.

Visto che:

–         l’importazione di prodotti agricoli, avallata da Bruxelles, sta mettendo letteralmente in ginocchio l’economia agroalimentare del Meridione d’Italia e della Sicilia in particolare, regione trainante del settore, con circa 4000 aziende, solo nei territori di Pachino e Vittoria, ormai in profonda crisi economica;

–         lo scorso dicembre il Marocco ha venduto all’Europa ben 40 milioni di chili di pomodori determinando così una profonda crisi del settore che produce e diffonde il pomodoro di qualità siciliano, con ripercussioni gravissime sull’economia della regione; tra l’altro, i prodotti marocchini, spesso spacciati per siciliani, fanno perdere credibilità all’intero settore ingenerando seri dubbi sulla genuinità del pomodoro, in considerazione del fatto che nella coltivazione di quello marocchino vengono utilizzati pesticidi vietati in Europa perché ritenuti nocivi.

Considerato altresì che:

–         è comunque urgente che il Governo regionale faccia tutto quanto in suo potere, sia direttamente, sia indirettamente  sollecitando gli organi statali preposti e le forze dell’ordine,  per intensificare i controlli ai porti di arrivo (anche dei mezzi provenienti dalla penisola) sia sulle quantità che sulle condizioni fitosanitarie dei prodotti;

–         è altrettanto urgente che si faccia promotore di una serie interlocuzione con la grande distribuzione che opera in Sicilia e sull’intero territorio nazionale affinché a fronte di prezzi di vendita al banco sicuramente non indifferenti e in alcuni casi anche fin troppo elevati, assicuri la corresponsione di un prezzo di acquisto dignitoso commisurato alla qualità impareggiabile dei nostri prodotti.

tutto ciò premesso:

PER SAPERE

Se non ritiene necessario intervenire presso il Ministero delle Politiche Agricole affinché si faccia promotore per rivedere gli accordi con il Marocco e attivare la clausola di salvaguardia per tutelare i nostri produttori che soffrono la concorrenza di una ortofrutta qualitativamente inferiore e meno controllata, esportata da territori dove la manodopera è certamente meno cara e i costi di produzione sono più bassi.

Palermo 10 febbraio  2016

On. Giorgio ASSENZA

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