Atto Aziendale e Dotazione Organica Asp Ragusa, sen. Mauro (FI): “Superare logiche di campanile per testare potenzialità Libero Consorzio”

Ragusa, 21 settembre 2015 – “Gli esiti delle ultime riunioni della Conferenza dei Sindaci in occasione della presentazione della proposta di Atto Aziendale e Dotazione Organica dell’Asp di Ragusa da parte del manager Maurizio Aricò rappresenta un’occasione perduta sia per lo stesso direttore generale che per i primi cittadini di arrivare a una soluzione concreta e condivisa per il futuro della sanità iblea e per gli interessi dei nostri concittadini”. Lo dichiara il sen. Giovanni Mauro, portavoce e commissario di Forza Italia in provincia di Ragusa, in merito al dibattito che è sorto nell’ultima settimana sul piano di riorganizzazione del sistema sanitario provinciale.
“Se da una parte il dr. Aricò ha avuto l’opportunità, senza però approfittarne, di dimostrare di non sottostare alle solite logiche di campanile – spiega Mauro – dall’altra i sindaci avrebbero potuto dare una prima prova di coordinamento territoriale così come è previsto nello spirito dei Liberi Consorzi dei Comuni. Invece: il direttore generale sembra essere vittima di chi, in un modo o nell’altro, gli ‘tira la giacchetta’, mentre i componenti della Conferenza sembra vogliano continuare con i giochetti che, sì, creano consenso tra gli abitanti delle proprie città, ma confliggono fortemente con il piano complessivo della sanità nel nostro territorio e soprattutto con lo sforzo fatto finora per la costruzione del nuovo ospedale”.
“Da Aricò – aggiunge il senatore – ci aspettavamo un piano ragionato, nel quale il nuovo ospedale di Ragusa fosse considerato come hub, con le strutture complesse di base e quelle specialistiche, intorno al quale far funzionare gli ospedali satellite. Almeno è ciò che ogni direttore generale prima di lui ci ha sempre spiegato. Per questa ragione, infatti, il nuovo nosocomio di Ragusa è stato pensato lì dove sta sorgendo: garantire un più facile accesso sia dalla città capoluogo che da quelle vicine senza contare l’ovvio vantaggio di avere una struttura nuova che, naturalmente, verrà dotata di strumentazione altrettanto moderna. Invece, i tre sistemi ospedalieri della provincia si equivalgono per i reparti di base, mentre per quelli specialistici, a far bene i conti, ce ne sono di più nelle altre città che a Ragusa. Nell’ottica di un nuovo ospedale provinciale, però, questa situazione va cambiata. Non si riesce a comprendere, inoltre, la ratio secondo la quale si debba chiudere Malattie Infettive del Civile di Ragusa lasciando lo stesso reparto a Modica, né la motivazione per la quale la struttura complessa di Otorinolaringoiatria debba andare a finire al Maggiore”.
“Il direttore generale – spiega ancora Mauro – dovrebbe avere il coraggio di osare di più e riflettere su un sistema provinciale e non ai singoli ospedali come chiedono i sindaci che, da parte loro, dovrebbero comprendere che proprio questa occasione è quella di ‘volare alto’. Non possono semplicemente avanzare tante richieste diverse per soddisfare logiche locali ormai superate”.
“Se una Conferenza dei Sindaci su un piano sanitario si trasforma in una specie di Torre di Babele – conclude Mauro – cosa accadrà tra un paio di mesi nel Libero Consorzio?”.

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