Banche. Ingroia: “I risparmiatori traditi vanno rimborsati, pronto a rappresentarli in sede civile e penale”

Roma, 17 dicembre 2015 – “Risparmiatori e consumatori traditi vanno rimborsati, tutti, e non con le briciole promesse dal governo. Mi metto perciò pubblicamente a disposizione delle associazioni dei consumatori per rappresentare in sede penale e civile gli interessi dei piccoli risparmiatori contro l’ingiustizia del sistema bancario”. Lo scrive sul sito de “L’ultima ribattuta” Antonio Ingroia a proposito del crack di Banca Marche, Banca Etruria (in cui è coinvolto anche il padre del ministro Boschi), CariChieti e Cassa Ferrara. Per l’ex pm, oggi avvocato e presidente del movimento politico Azione Civile, “c’è una responsabilità diffusa, grave, nella crisi irreversibile delle quattro piccole banche locali poi salvate con il decreto del 22 novembre e nel modo in cui questa crisi è stata indegnamente scaricata su migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso tutto. E c’è una fuga generale dalla responsabilità, altrettanto grave, che rende l’intera vicenda ancora più vergognosa, ancora più inaccettabile. Come troppo spesso accade, infatti, immediatamente è iniziato lo scaricabarile, per cui nessuno ammette di aver sbagliato, nessuno è pronto farsi carico dei propri errori: non i vertici delle banche, non il governo, non le autorità che sulle banche avrebbero dovuto vigilare e che invece non l’hanno fatto o l’hanno fatto male, e cioè la Consob e la Banca d’Italia, ciascuna per le proprie funzioni”.
“E’ chiaro – continua Ingroia – che la prima responsabilità di quanto accaduto è di chi ha malissimo gestito le banche in questi anni e poi ha pensato bene di scaricarne il costo sui normali clienti, approfittando della loro fiducia, allettandoli con rendimenti elevati per rifilargli prodotti ad alto rischio spacciati invece per investimenti sicuri, sfruttando tanto la mancanza di trasparenza che c’è su costi e rischi legati al collocamento del risparmio quanto la scarsa consapevolezza e conoscenza finanziaria di chi investiva, per lo più pensionati e piccoli risparmiatori. Dire che questi avrebbero dovuto essere attenti è assurdo: i piccoli risparmiatori si affidano al consulente della propria banca proprio perché non in grado di valutare adeguatamente i rischi. Non possono essere loro a pagare per colpe altrui”.

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