Banche: separazione tra risparmio e finanza. Approda a Montecitorio la proposta di legge del modicano Nino Minardo

Gaetano Piccione

ROMA – Una proposta di legge con l’intento di separare la banca commerciale dalla banca d’investimento (per intenderci la prima si occupa di denaro ed erogazione di credito ipotecario, mentre la seconda si occupa di offrire servizi finanziari e di gestire capitali privati – ndr). A presentare l’atto a Montecitorio è stato l’on. Nino Minardo, che in questo modo intende tutelare cittadini ed imprese. “La commistione tra le due tipologie di banche – sostiene il parlamentare modicano – rappresenta un conflitto di interesse, tant’è che la loro separazione è avvertita da molti Stati anche europei. In Francia, ad esempio, si punta a riformare il sistema bancario vigente con l’ obiettivo di separare le attività bancarie, considerate utili al finanziamento del sistema economico, da quelle speculative, partendo dagli insegnamenti e dalle eredità della crisi internazionale. Anche in Germania il Governo federale ha approvato il testo di un progetto di legge analogo. Qui i punti chiave riguardano la semplificazione delle procedure di risoluzione e di risanamento degli enti creditizi e dei gruppi finanziari, la separazione delle attività bancarie di rischio da quelle di deposito e, tra l’altro, l’ introduzione di chiare regole sanzionatorie per i dirigenti di banche ed assicurazioni che trasgrediscono i propri obblighi”. Da queste considerazioni l’incipit di Minardo, perché si perseguano le stesse finalità anche in Italia. “La deregolamentazione del sistema bancario degli anni 80 iniziata negli Stati Uniti e poi continuata in europa – spiega Minardo – fu perseguita con il fine di unificare i due istituti. L’ unione delle due banche ha progressivamente permesso alla finanza di poter operare con somme sempre più consistenti provenienti dalla fusione delle due banche, perseguendo di fatto il profitto finanziario a discapito della tutela del risparmio. Oggi, è necessaria nuovamente  la separazione dei due istituti per garantire maggiormente i diritti dei cittadini. Chi vorrà risparmiare avrà un istituto di riferimento così come l’avrà chiunque voglia investire capitali in borsa. Solo così si può ricostruire un sistema che tuteli maggiormente i cittadini dai rischi connessi all’attività bancaria finanziaria ed introdurre, per le banche, una separazione tra  l’attività finanziaria e l’attività di prestito ai cittadini ed alle imprese.”

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