Bankitalia, Scilipoti (FI): governo istituisca banca centrale che tuteli realmente gli interessi del paese

Roma, 24 sett 2014 – “La Banca d’Italia dovrebbe funzionare da volano per la ripresa economica del nostro Paese. E’ diventata, invece, un giocattolo nelle mani delle banche private e, pertanto, incapace di tutelare gli interessi degli italiani. Il Governo valuti l’opportunità di dar vita ad una banca centrale che concorra realmente alle decisioni della politica monetaria nell’area dell’euro ed assolva concretamente agli altri compiti che le sono attribuiti come banca centrale dell’Eurosistema, sottraendola al controllo privato.” Lo afferma il senatore di Forza Italia, Domenico Scilipoti.
“La Banca d’Italia – spiega Scilipoti – è per il 95 percento in mano alle banche private le quali, evidentemente, si preoccupano più di tutelare i propri interessi che quelli degli italiani. E così l’Istituto centrale assiste impassibile alle immissioni di liquidità da parte della BCE che vanno a finire nelle casse degli Istituti di credito – veri proprietari della Banca d’Italia – e non in quelle degli italiani. Una situazione scandalosa nella quale controllori e controllati coincidono e che non aiuta il Paese ad uscire dalla fase di recessione che dura ormai da più di un quinquennio.”

“Con la introduzione dell’Euro – prosegue Scilipoti – abbiamo assistito al dimezzamento degli stipendi e dei salari, in ragione dell’iniquo cambio condiviso da Romano Prodi (1 a 2, invece che 1 a 1). Oggi la sovranità e la rendita monetaria appartengono alla Banca Centrale Europea, un organismo che sfugge al controllo degli Stati membri agevolando in Italia l’incasso da parte delle banche private delle rendite da emissione.”

“A pagare per questa condizione – conclude il senatore di Forza Italia – sono gli italiani costretti ad assistere impotenti ad un gioco perverso che agevola solo gli istituti di credito privati impedendo che la differenza tra costo reale e costo commerciale delle banconote venga immessa nel mercato per consentire al Paese di uscire dalla crisi.”

Print Friendly, PDF & Email