Briano e Giuffrida (PD): “Quote pesca pesce spada, interrogazione alla commissione per chiedere tutela piccola pesca”

Il Parlamento europeo si è già espresso in passato su una distribuzione più equa delle quote del tonno rosso che non favorisca il monopolio di grandi armatori penalizzando così la piccola pesca. Oggi chiediamo alla Commissione come intenda garantire che il sistema delle quote per il pesce spada che l’Iccat ha appena individuato non gravi sulla piccola pesca, considerato che le finalità di tutela ambientale del tutto condivisibili del provvedimento avranno rilevanti ricadute economiche su un settore, quello della piccola pesca, già in crisi. Chiediamo inoltre se non ritenga la Commissione di esprimersi circa il principio di distribuzione delle quote all’interno degli Stati membri, per evitare che le licenze di pesca vadano per lo più a grandi armatori che di fatto diventano monopolisti del mare. Chiediamo infine quali misure compensative intenda attivare a sostegno dei piccoli pescatori per non fare morire un settore che è rilevante per l’economia di alcuni Stati membri e non di molti altri“. Queste le problematiche che le eurodeputate Renata Briano, vicepresidente della Commissione pesca e Michela Giuffrida (In foto), membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, hanno sollevato presentando una interrogazione scritta alla Commissione europea dopo la decisione dell’Iccat di istituire un sistema di quote per la pesca del pesce spada simile a quanto già previsto per il tonno rosso.
L’accordo stipulato in seno all’Iccat fissa una quota per il 2017 pari a 10.500 tonnellate e una riduzione progressiva dal 2018 al 2022 del 3% per ogni anno, per un totale complessivo del 15% di pescato in meno. Per febbraio è atteso lo schema della ripartizione delle quote tra i diversi paesi dell’Unione europea e l’Italia è il paese maggiormente coinvolto con il 50% del totale di pesce spada pescato.
Ci auguriamo – concludono le parlamentari europee – che la Commissione intervenga adesso per evitare, prevenendole, le negative ripercussioni che queste politiche hanno sul comparto della pesca artigianale, così come già accaduto nel caso del tonno rosso.
La “piccola” pesca ha un “grande” valore economico e sociale che deve essere riconosciuto e tutelato dalle istituzioni europee e nazionali”.

Print Friendly, PDF & Email