Brunetta su legge stabilità: “Non esiste. Cosa hanno inviato a Ue? Cosa pensa Napolitano?”

Roma, 21 ottobre 2014 – “Cosa pensa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sempre così attento al dettato costituzionale, soprattutto quando esso ha riflessi internazionali, di quanto sta succedendo in tema di Legge di stabilità?“. E’ la domanda posta da Renato Brunetta al Presidente della Repubblica sul fatto che il “Two Pack, le cui regole hanno un rango costituzionale e si applicano quest’anno per la prima volta in tutti i paesi dell’area euro al fine di assicurare coerenza finanziaria tra le politiche strutturali e gli obiettivi di finanza pubblica di ciascuno Stato, prevede che entro il 15 ottobre di ogni anno deve essere presentata al Parlamento, e non soltanto inviata in Europa, la Legge di Stabilità, vale a dire l’insieme delle disposizioni relative alla formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato e il calcolo dei relativi effetti sui saldi di finanza pubblica (saldo netto da finanziare, fabbisogno e indebitamento netto)“.
Bene, il governo italiano – continua Brunetta –  ha approvato, forse, il 15 ottobre, la cosiddetta ‘copertina’ del suo disegno di Legge di stabilità, e ha mandato, forse, alla Commissione europea un testo che, a detta di tutti gli analisti, è a tutt’oggi in fase di scrittura e riscrittura. Ma siamo al 21 ottobre e ancora questa mattina il testo definitivo non è arrivato sul tavolo del Quirinale per gli adempimenti previsti dalla Costituzione. Né tanto meno il provvedimento è stato trasmesso al Parlamento, che avrebbe dovuto riceverlo già 6 giorni fa.
Viene naturale, quindi, chiedersi: quale testo è stato inviato alla Commissione europea? Quali saldi presenta? Quali coperture sono state individuate per le misure in esso contenute? Se è vero, come pare sia vero, che i tecnici della Ragioneria ci stanno ancora lavorando, che credibilità può avere un governo che invia alla Commissione europea un testo non definitivo, senza alcun imprimatur da parte dello stesso Quirinale?
Un comportamento, quello del governo, di gravità inaudita, soprattutto se correlato alle dichiarazioni pubbliche del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulle magnifiche sorti e progressive delle misure di una Legge di stabilità che ad oggi, di fatto, ancora non esiste. Siamo di fronte a un vero e proprio abuso della credulità popolare. Un atto sul quale non si può non chiedere un autorevole intervento da parte della suprema carica dello Stato“.

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