Catania, scandalo Publiservizi, CasaPound a fianco dei lavoratori

Catania, 12 set – La Pubbliservizi spa, una risorsa di uomini e professionalità, indispensabili per la Città Metropolitana di Catania, rischia di diventare solamente un disastro occupazionale, considerato il mancato via libera al Piano di rilancio, da parte dell’assemblea dei soci per la mancanza dei fondi utili necessari alla ricapitalizzazione.

“A forte rischio 400 posti di lavoro ed il pagamento delle fatture dei fornitori esterni”, afferma Pierluigi Reale coordinatore catanese di CasaPound Italia sottolineando che “con l’imminente inizio dell’anno scolastico e l’arrivo delle prime piogge, strade, strutture e scuole saranno abbandonate al loro destino”.
“Apprendiamo da diversi lavoratori che da giorni, non possono lavorare perché sprovvisti di carburante per i mezzi.  Per risolvere in maniera strutturale questo problema – prosegue Reale – non si stanno effettuando interventi indispensabili,  come quelli legati alla sicurezza del territorio ed alla ripuliture dei canali di scolo lungo le strade tanto importanti per attenuare il rischio idrogeologico nelle vie e nelle aree di competenza della ex Provincia regionale di Catania”.

“Questa situazione aggrava la situazione già parecchio ingarbugliata della Pubbliservizi, anche alla luce delle ultime notizie trapelate al termine dell’assemblea dei soci”.
Sulla recente assemblea dei soci “non potevamo immaginare un simile esito – prosegue CPI – ed adesso temiamo fortemente per i 400 posti di lavoro oltre che per le sorti della società, perché ogni speranza di ricapitalizzazione è ridotta al lumicino. La Regione, in questo scorcio di fine legislatura, difficilmente crediamo possa provvedere all’invio di un contributo”.

Reale non risparmia critiche al presidente Silvio Ontario, il quale “in quasi cinque mesi e, nonostante una pletora di consulenti e collaboratori a disposizione, non è riuscito a partorire una soluzione valida”.

Ma a far pensare ad altri scenari sono “le ricorrenti voci che vorrebbero la creazione di una sola grande partecipata definitivamente nelle mani di chi gestisce la politica da ormai troppo tempo, manifestando così solamente il potere della politica senza fare la minima valutazione sulle ricadute che ne avrebbe il territorio”. “Stucchevole appare l’atteggiamento delle sigle sindacali che, come se negli ultimi due anni nulla fosse accaduto, adesso dicono e non dicono sulle azioni da fare, come se fossero in attesa che la politica desse loro il via. Vedremo nei prossimi giorni vedremo cosa proporrà sua eccellenza il Prefetto”.

Conclude il responsabile catanese della Tartaruga Frecciata “Saremo accanto ai lavoratori della Pubbliservizi per garantire i loro posti di lavoro, proponendo loro soluzioni che magari possano rilanciare l’azienda con un piano industriale non frutto di scelte politiche ma di scelte per l’interesse comune e non solo di manager, consulenti e collaboratori esterni. Catania cade a pezzi e non si possono trascurare 400 padri di famiglia”.

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