Comiso. Scollo e Belluardo: “Sostegno alla protesta del Sindaco Spataro “

COMISO – Lo sciopero della fame avviato ieri dal Sindaco Filippo Spataro, a tutela dell’ospedale Regina Margherita di Comiso, viene condiviso dalla Segretaria del Circolo Pd di Comiso Claudia Belluardo e dal Capogruppo al Consiglio Comunale Gaetano Scollo.
La segretaria Belluardo commenta: “Manifesto la mia solidarietà e quella di tutto il Partito Democratico di Comiso all’azione intrapresa dal Sindaco a difesa del nosocomio casmeneo. L’importanza della questione che ha generato la protesta non può assolutamente passare in sordina, come atto di responsabilità verso ogni cittadino comisano. Tuttavia mi sento in dovere, a nome di tutto il Partito, di chiedere al Sindaco l’immediata interruzione dello sciopero della fame, per garantirne l’incolumità fisica ed evitare spiacevoli conseguenze relative al protrarsi del digiuno.
Il capogruppo Scollo aggiunge : “Come ho annunciato nel mio intervento durante il consiglio comunale aperto tenutosi proprio all’ospedale di Comiso, qualora non fosse stata revocata o sospesa la delibera n. 705 del 26/03/2015 dell’ Asp 7 che di fatto danneggia  il nostro Ospedale,  il gruppo consiliare del PD avrebbe sostenuto e condiviso  a pieno la protesta annunciata e avviata dal nostro Sindaco Spataro. Se da un lato grazie alla nuova rete ospedaliera regionale il “Regina Margherita” viene inserito in una posizione di tutela, non è possibile che dall’altro la direzione generale dell’Asp approvi in controtendenza una delibera del genere. Siamo persone ragionevoli e non pretendiamo chi sa che cosa, ma per sgomberare il campo e per una maggiore garanzia di tutti, credo che la richiesta del Sindaco sia più che legittima cioè revocare o sospendere la delibera e da li ripartire con un confronto per ottenere il meglio dell’ospedale di Comiso. Infine chiedo al mio amico Sindaco, a cui esprimo la mia fraterna solidarietà , di sospendere lo sciopero della fame, non è giusto che un Sindaco già sommerso da innumerevoli problematiche, per difendere il diritto alla salute della sua città deve arrivare a tanto.

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