Il coordinatore di Sicilia Futura: “Se questo è il cambiamento della giunta Moscato conviene cambiare città”. Riceviamo e pubblichiamo

Un paese, in mano a dei dilettanti  che fanno del “proclama” uno stile amministrativo che non risolve i tanti problemi ma esaspera gli animi dei   cittadini Vittoriesi che si sentono ripetere il leit motive “colpa della passata amministrazione ” o “colpa della inciviltà dei vittoriesi”. Siamo alla farsa o meglio alla propaganda da cine giornale dei tempi bui del ventennio. Che la passata amministrazione abbia le sue colpe è sotto gli occhi di tutti, ma il trend negativo della nuova amministrazione è palese. Non si intravede nessun cambiamento, tranne che per il regolamento del mercato, che tra l’altro è figlio della vecchia amministrazione.
Ci domandiamo “come mai tanta fretta per il regolamento del mercato e non per il piano regolatore, depuratore, differenziata, dimensionamento scolastico?”
Per non parlare dell’opposizione al consiglio comunale, M5s non pervenuto, PD sterile e inconsistente.
I primi 100 cento giorni sono trascorsi nell’oblio di una stagione estiva non esaltante.

A differenza della vecchia politica, noi di Sicilia Futura non combattiamo contro qualcuno. Noi siamo impegnati per qualcosa: vogliamo che l’Italia sia più semplice, più agile, più giusta.
Basta un sì e finalmente le riforme di cui tanti hanno solo parlato, parlato, parlato diventeranno realtà.

Dopo il malcontento – riparte anche la campagna elettorale del comitato del Sì. Da oggi si fa sul serio, entriamo nella fase finale. La sfida è enorme, fa tremare i polsi. Per anni i nostri rappresentanti in Parlamento hanno promesso riforme che non hanno mai fatto. Diremo, faremo, vedremo. Adesso la riforma c’è. Approvata dopo sei letture, oltre 83 milioni di emendamenti, ore di dibattiti. E tocca a noi trasformarla in realtà, renderla efficace, con un sì.

I sostenitori del NO stanno cercando in tutti i modi di trasformare questa sfida in qualcosa di diverso: parlano del Governo, della legge elettorale, della eliminazione dei contrappesi. Tutti temi che non fanno parte della riforma. E’ una tattica, la loro: far credere che il referendum sia su altro. E invece con un Sì, l’Italia riduce il numero delle poltrone, non la democrazia. Supera il bicameralismo paritario, elimina la confusione di competenza tra Stato e Regioni, riduce la decretazione d’urgenza, facilita la partecipazione popolare a cominciare dal quorum per i referendum, cancella enti inutili.
Siamo oltre tremila comitati, per il momento, e molti continuano a costituirne altri!

Fondamentale è anche la parte digitale che ci aiuti a condividere i contenuti del sito www.bastaunsi.it e a interagire sui social: https://www.facebook.com/SiciliaFuturaRg/.
Fino a qualche anno fa l’Italia sembrava bloccata. Sembrava impossibile cambiare. Adesso finalmente cambiare è possibile. Ma dipende da noi, solo da noi.
Basta un sì per non lasciare le cose come sono adesso.
Basta un sì per restituire speranza nella politica.

Coordinamento, PDR Sicilia Futura

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