Crisi agricola nell’Ipparino. Sviluppo Ibleo a confronto con il movimento Popolari per Vittoria

La Rosa: “Il comparto sta soffrendo in maniera molto pesante. La politica dia risposte. Noi, nel nostro piccolo, forniremo sostegno a chi sta lottando per avere dei riscontri”

VITTORIA – Il presidente del movimento “Sviluppo Ibleo”, Andrea La Rosa, ha incontrato, nella segreteria di via Cairoli, il gruppo del Movimento Popolari per Vittoria per confrontarsi sui temi del comparto agricolo, settore fortemente trainante per l’economia della città. “Ho ascoltato con attenzione e preoccupazione – dice La Rosa – le difficoltà che ogni giorno questo comparto, fondamentale per l’economia vittoriese, deve affrontare. Ho detto sì alle varie iniziative già programmate in Consiglio comunale con i gruppi dell’opposizione. Tutti assieme abbiamo opposto un tassativo no, ad esempio, all’Imu in agricoltura”. La Rosa, poi, approfondisce la propria analisi. Anche dopo i riscontri ottenuti da numerosi operatori del settore.  “Chi dice che l’agricoltura non stia soffrendo la crisi – aggiunge – in realtà non conosce il mondo agricolo. La zootecnia è in difficoltà. Il settore frutta è in grave crisi. Le quote latte sono al capolinea e gli aiuti comunitari sono stati ridimensionati. Abbiamo avuto una pessima annata anche per l’olio, disagi per castagneti e noccioleti. E il governo cosa fa? Reintroduce l’Imu, facendo orecchie da mercante. Purtroppo, la politica si è dimostrata troppo spesso sorda ai problemi dell’agricoltura, ma io so bene da che parte stare. Dobbiamo lottare a fianco degli imprenditori agricoli così come è stato fatto in precedenza con l’ottenimento dell’abolizione della patrimoniale mascherata e proseguirò questa battaglia perché l’unica soluzione possibile, l’unica accettabile è l’abolizione totale di una tassa che rischia di mettere in ginocchio il settore e penalizzare eccessivamente gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti. Bisogna concretizzare ulteriori proposte che possano portare ad una effettiva abolizione dell’Imu sui terreni agricoli. Non se ne può più”.

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