“Dal caso COSS alla richiesta di dissesto finanziario ( dicembre 2012): macerie e menzogne amministrative”. Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco di Acate, Francesco Raffo.

Acate, 8 marzo 2015.- “I Salomoni di oggi sapevano già ieri, ed hanno mentito. Il “caso” COSS e la richiesta di dissesto finanziario da ragione al padre del Razionalismo: dalla menzogna nasce il caos e dal caos l’arroganza degli sciocchi: convinti di essere “più uguali”, nel loro delirio di onnipotenza, considerano tutti gli altri cittadini una categoria inferiore.  Leggendo le deliranti “negazioni” di questi spocchiosi Statisti di Acate, siamo caduti, ma per poco. Sentite i furbetti che complimenti si scambiavano qualche anno fa: Consiglio Comunale del 15 ottobre 2012, presidente il consigliere sig. Di Natale Giuseppe (che ha cacciato il consigliere Leone, con la solita e collaudata tecnica del pugnale. E oggi tutti insieme in un ritrovato amore per Acate). 1) Il Consiglio è chiamato a discutere dei lavoratori della COSS, addetti alla “pulizia degli edifici comunali, assistenza agli anziani…”, che aspettano da mesi qualche soldo.  Il Consigliere Monello sposa la causa dei lavoratori e invita gli Amministratori a pagare. Il Sindaco dichiara che non c’è una lira, c’è “carenza di cassa”. Lo Stato non da nulla, perchè Esso ritiene “che le somme arriveranno al Comune dall’IMU. Le riscossioni, infine, sul fronte dei tributi sono esigue (Sentite! Sentite!) perché la gente non paga. In queste condizioni, ovviamente, non è nelle condizioni di assumere impegni e/o assicurare scadenze” o pagamenti. Infatti non ha pagato nessuno.
Però queste e altre somme, mai incassate, le hanno messe regolarmente ogni anno nei Bilanci come somme incassabili. Capite il trucco? Approvano i Bilanci in positivo, spendono regolarmente a loro piacimento e poi i debiti: “cu veni, paia”, cioè i nuovi Amministratori e i cittadini. Non è finita. Monello “si dichiara insoddisfatto”, Leone allora si arrabbia e accusa Monello di ipocrisia perchè da un lato invita a pagare i lavoratori e poi “vota per ridurre di oltre Seicentomila Euro le entrate dell’IMU”. Avete capito? Sapevano di creare spaventosi debiti e buchi nelle casse del Comune. Infatti il 30 aprile del 2013, per non dichiarare bancarotta, hanno comunicato alla Cassa Deposi e Prestiti 4.500.000 Euro di debiti accumulati. Però, stranamente, Sindaco, Assessori e Presidenti del Consiglio hanno dimenticato tutto! Anzi, da incalliti ipocriti, accusano noi del disastro del Comune: noi, colpevoli di non prendere una lira e di lavorare gratis tutti i giorni per mettere un po’ di ordine nel caos dei bilanci e dei debiti, che spuntano ogni giorno come funghi ad ogni scroscio di pioggia.
Dove sono stati negli ultimi 20 anni, cosa facevano al Comune, insieme a qualche loro compare?
Potremmo fare come loro: vivere alla giornata. Abbiamo scelto un’altra strada: quella del buon governo, della verità, orgogliosi di essere diversi, alla faccia delle menzogne e delle offese degli “sciacalli”, e lavorare: per il Depuratore (da anni abbandonato ed inquinante, oggi quasi a regime e a salvaguardia dell’ambiente e della salute), la raccolta differenziata a gestione comunale, il Macello ( un gioiello abbandonato a discarica inquinante, oggi un salotto e prestissimo un’isola ecologica), la Zona Artigianale (presto agli imprenditori), Acqua della Diga (di cui già abbiamo il Nulla Osta dell’ANIC), Corso Indipendenza (presto da trazzera a salotto), il Castello ( luogo di cultura, arte, musica e sano svago), il Convento, lo sportello Amico (al servizio dei cittadini, dopo il caos delle ultime bollette), Sportello Europa (al sevizio di imprese e aziende),ecc. ecc.. 2) richiesta di Dissesto finanziario: delibera n. 173 del 29/12/2012. Nei vari contorti passaggi, emerge una verità: gli Amministratori prevedono una “riduzione dei trasferimenti” dello Stato, quindi si deve procedere “a un incremento delle entrate (cioè tasse) o una riduzione delle spese. Non hanno fatto né l’una né l’altro.
Non è finita. I Revisori “sottolineano l’assenza di direttive volte alla rimodulazione della bozza di bilancio e denunciano alla Corte dei Conti lo squilibrio finanziario”. Addirittura viene nominato dalla Regione un commissario, ma ogni suo tentativo risulta vano. Allora? Allora il Sindaco e gli assessori di quel tempo propongono “la dichiarazione di dissesto finanziario”. L’hanno fatto? Nemmeno per sogno! Sono scappati tutti. E’ chiaro? Penso di si. Sapevano tutto ed hanno mentito e ingannato i cittadini. E la Corte dei Conti? Ha scritto due giorni fa. Ne vedremo di belle”.

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