D’Asero: “Opere e grandi opere perennemente al palo. Sblocca Italia… non sblocca abbastanza la Sicilia”

PALERMO – “Sono decine le opere indispensabili per la nostra regione che rimangono ancora lettera morta. Non volendo, comunque, trascurare alcuna realtà… incompiuta – riflette Nino D’Asero – non posso non ricordare quantomeno il completamento mai effettuato dell’autostrada Siracusa-Trapani né le conseguenti e interminabili file nel traffico gelese per quegli automobilisti che, al momento, si debbano spostare su questo asse viario di grande comunicazione. Non posso dimenticare – riprende – il mancato ammodernamento di quello che era e sarebbe un gioiellino del settore turistico, cioè la Circumetnea. E, ancora, una miriade di collegamenti interni, alcuni dei quali cominciati decenni fa e mai ultimati, con evidenti gravi disagi per i cittadini: dal tratto principale dello scorrimento veloce Licodia-Libertinia (153 milioni mai stanziati), passando (ma sono soltanto esempi pescati nel mucchio) per la Ragusa-Catania fino alle vie di comunicazioni interne del Sud-Est dell’Isola nonché a troppe tratte ferroviarie da …locomotiva a vapore; senza considerare i collegamenti da trazzera per l’aeroporto di Comiso e, in parte, anche per Fontanarossa. E ancora la linea ferrata Castelbuono-Catania e la Veloce Palermo-Catania-Messina e il raddoppio di troppe linee ferroviarie, spesso cominciato e mai ultimato”.
Sono decine, dicevo, gli interventi necessari che il decreto cosiddetto Sblocca Italia non prende in considerazione, considerandone soltanto due sui circa settanta in totale – continua il capogruppo Ncd all’Ars – Non fosse altro che per un semplice rapporto aritmetico, visto che la Sicilia è per numero di abitanti e per estensione un decimo dei corrispettivi nazionali, ci toccherebbero, invece, almeno sei o sette grandi opere e un numero molto più consistente di realizzazioni delle opere segnalate dai Municipi isolani”.
Se vogliamo rilanciare e non, invece, affossare definitivamente settori basilari per la vita economica della Sicilia, a partire da Turismo, Pesca e Agricoltura, Artigianato e Piccola e media impresa in genere – conclude D’Asero – chiediamo fortemente al governo nazionale che riveda questa sua tabella di interventi e tenga nel giusto conto i bisogni della nostra Isola la quale, ricordiamo, fa parte dell’Italia: almeno da 154 anni!”.

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