“Degrado, decoro urbano e caos illegalità commerciale a Vittoria”, di Riccardo Terranova, presidente club Forza Italia “Città di Vittoria”. Riceviamo e pubblichiamo.

Vittoria (Rg), 26 febbraio 2015.- “E’ già tempo di consuntivo e, dunque, di sottoporre l’operato dell’Amministrazione comunale di Vittoria al giudizio dei cittadini. Sono molteplici i settori e gli aspetti della vita cittadina da sottoporre a valutazione dopo un decennio “targato” Nicosia. Si spazia dalla crescita esponenziale dei tributi locali al peggioramento dei servizi, alle condizioni dell’edilizia scolastica, passando per le ataviche e pessime condizioni del manto stradale della rete viaria di Scoglitti e di Vittoria, al declino della attività culturali, ecc. ecc.. Di tutto questo “mare magnum” di insuccessi, in questa circostanza, corre l’obbligo di soffermarsi sul degrado del decoro urbano e sul caos illegalità commerciale a Vittoria. Le porte d’ingresso della Città, (sia per chi proviene da Ragusa- Comiso, Santa Croce- Acate- Chiaramonte- Aeroporto, sia per chi proviene dalle Province di Catania e di Caltanissetta) ancora oggi, offrono uno spettacolo indecente e desolante che già dice tutto su quello che resta della “culla del Liberty” della Provincia di Ragusa:  miriadi di automezzi con un arcobaleno di ombrelloni e tendoni variopinti, posti ai lati delle strade, utilizzati per la vendita illegale ed insalubre di ogni mercanzia, dalla provenienza incerta, con conseguente grave danno, oltre che per il decoro urbano, appunto, anche e soprattutto per i commercianti onesti che, giorno dopo giorno, soccombono e chiudono i battenti sotto il peso dei balzelli, comunali e statali, che, come una scure, si abbattono sulle attività commerciali legali. Tale stato di cose, a Vittoria, non rappresenta né un fenomeno transitorio o stagionale od occasionale, ma bensì un fenomeno di malcostume che si è incancrenito. Dunque un fenomeno permanente, diffuso, crescente ed incontrastato che concretizza un coacervo di ingiustizie e di palese violazione delle più basilari norme commerciali, fiscali, sanitarie, di decoro e di prestigio di una città e, forse, anche fattispecie di natura penale, attesa, si ripete, la dubbia provenienza della merce. Non si capisce se tale stato di cose sia tollerato o sottovalutato o, peggio ancora, ignorato, come fosse un non problema. Sta di fatto che produce i fenomeni di illegalità e di degrado sopra enunciati, miete quotidianamente vittime nel comparto del commercio legale e rappresenta un momento altamente diseducativo e di regressione culturale. Va specificato che il fenomeno dell’abusivismo commerciale è massicciamente presente in tutto il resto della città; nessuna delle principali vie cittadine ne è indenne. L’auspicio è che tutte le Istituzioni preposte e le Organizzazioni rappresentative di categoria, ognuna per le proprie competenze, si adoperino per un urgente ripristino delle condizioni di legalità e di lecita concorrenza nel settore commerciale cittadino”.

 

 

 

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