“Disposizioni in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili”

Gaetano Piccione

ROMA – “Disposizioni in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili”. E’ attorno ai bisogni degli ammalati che verte la proposta di legge presentata dall’on. Nino Minardo. Il parlamentare siciliano ha pensato di promuovere  norme in favore non solo delle persone portatrici di handicap, ma anche dei  lavoratori che si prendono cura della loro situazione. Invero, l’accento, nel contesto,  andrebbe posto particolarmente sul lavoro di diritto privato, specie nelle Regioni medionali, dove il rispetto per  lavoratori e le dinamiche che lo regolamentano seguono logiche “atipiche”: vuoi per la fame cronica di lavoro, vuoi per una cultura “datoriale” diversa dal resto d’Europa.  Si tratta in ogni caso di una scelta di civiltà, poiché  la maggior parte delle volte le persone (specie appunto i lavoratori che non hanno il posto fisso) che assistono i congiuti disabili quotidianamente, sono impossibilitate a svolgere un’attività lavorativa continua. La necessità  prolungata nel tempo di accudire  i propri familiari portatori di handicap, aggiunge disagio economico a disagio fisico e stress mentale. “Da ciò nasce l’esigenza di tutelare le persone portatrici di handicap  – afferma Minardo – con misure che possono garantire ai familiari che li assistono alcune agevolazioni. In particolare, l’articolo 1 della mia  proposta di legge prevede la possibilità per coniuge convivente del soggetto con handicap, in situazione di gravità, il diritto di fruire del congedo retribuito per un periodo di due anni prorogabile fino a cinque anni. Qualora la situazione di accertata gravità del soggetto con handicap risulti ancora presente allo scadere dei cinque anni, il lavoratore ha diritto ad essere collocato in pensione qualora abbia almeno quindici anni di contribuzione. Si tratta di agevolazioni che sono indispensabili anche sotto l’aspetto psicologico ed affettivo, al fine di favorire l’assistenza e la cura delle persone affette da handicap grave presso l’abitazione e non presso istituti.

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