#DiventeràBellissima, conclude Musumeci: “Un nuovo capitolo politico”

Catania, 14 settembre 2015 – Speranza. E’ questa la parola ricorrente nel discorso di Nello Musumeci che ha concluso la manifestazione di tre giorni organizzata dal movimento civico #DiventeràBellissima.Dal 10 al 12 settembre la Vecchia Dogana del porto di Catania è divenuta l’epicentro della politica isolana: incontri, dibattiti e spettacoli teatrali hanno animato la kermesse con un grande riscontro di pubblico.
Tanti gli ospiti e i volti noti della politica (tra cui Davide Faraone, Michela Giuffrida, Renato Schifani), della cultura (Pietrangelo Buttafuoco, Marcello Veneziani, Diego Fusaro) e del giornalismo (tra i tanti Gennaro Sangiuliano, Italo Cucci e Salvatore Merlo).
“E’ stata una sfida che abbiamo vinto – ha detto Musumeci durante il suo intervento conclusivo durato oltre un’ora – e la riuscita di questi tre giorni è la conferma che c’è voglia di politica alta, pulita e perbene. La gente è stanca di vivere in una condizione di smarrimento. Abbiamo incontrato lo sguardo compiacente e interessato anche di chi non la pensa come noi”.
Dopo aver ringraziato la stampa per l’attenzione dedicata alla tre giorni l’onorevole Musumeci ha espresso solidarietà ai lavoratori di Antenna Sicilia: “Quando si spegne la luce dell’informazione si contribuisce a creare il buio del pensiero unico”.
“Mentre attorno a noi il panorama è sempre più deserto – ha detto Musumeci parlando dell’attuale situazione politica -, mentre il dibattito è sui posti in giunta e sulle correnti noi siamo l’unico elemento di novità. Mentre la Sicilia affonda la politica ostenta indifferenza nonostante dal 2008, cioè da quando governa il partito di Renzi, l’isola abbia perso il 15% del Pil”.
Durante l’intervento Musumeci ha toccato la crisi della sanità siciliana “con attese nei vari pronto soccorso anche di 6 ore” e i sindaci che “vivono in trincea e in solitudine”: “Negli ultimi 3 anni sono stati 211 i sindaci minacciati o aggrediti”.
Un lungo passaggio è stato dedicato al Cara di Mineo: “E’ un caso politico e il paradigma di un fallimento e certa politica si è messa al servizio delle imprese. Quello che doveva essere un centro temporaneo per l’emergenza è divenuto, con i governi Monti, Letta e Renzi, definitivo”.
Sulla vicenda di Palagonia e l’omicidio dei coniugi Solano Musumeci è netto: “Chi paragona ogni immigrato a un delinquente in me non trova sponda: è un’equazione che non regge”.
“Finché c’è un uomo in mare abbiamo il dovere di tendergli la mano – ha aggiunto – ma il problema è che quell’uomo in mare non ci deve arrivare”.
“Dobbiamo garantire sicurezza alle nostre comunità. Se l’uomo fermato dagli inquirenti ha ucciso i coniugi in modo così barbaro deve essere condannato con fermezza e messo in cella buttando via la chiave”.
Inoltre Musumeci ha parlato della mancata riconversione industriale dei petrolchimici siciliani, della burocrazia che frena le imprese e ha letto la lettera di un 28enne laureato in Giurisprudenza di Serradifalco che ha deciso di abbandonare la Sicilia con la speranza di poterci ritornare e vederla, finalmente, bellissima.
“Serve un nuovo capitolo politico, serve aggregare la speranza. Noi ci siamo ritrovati per dare forza alle nostre idee. Noi siamo un movimento aperto a tutti: l’unica regola è il certificato penale pulito. E’ il movimento civico di chi non vuole rassegnarsi e vogliamo creare l’alternativa al Pd e a Crocetta, vogliamo creare una classe dirigente giovane, seria e preparata”.
“#DiventeràBellissima è l’unico elemento di novità – ha concluso Musumeci -. In questa Sicilia dove tutti si iscrivono al partito della rassegnazione noi ci saremo nonostante Crocetta, il Pd, le lobbies, gli apparati e la consegneremo bellissima – proprio come diceva Paolo Borsellino – ai nostri figli”.

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