Dl sblocca Italia. Forza Italia: ennesima operazione di facciata, sblocca solo qualche opera

Palermo, 10 sett 2014 – “Qualche opera e poco altro, il dl ‘sblocca Italia’, così come impostato da Palazzo Chigi, non avrà assolutamente la forza di rimettere in moto la macchina Paese, e segnatamente la nostra Sicilia, in quanto attiverà solo un numero limitatissimo di opere infrastrutturali, davvero ben poca cosa in rapporto a quanto annunciato a gran voce dal presidente del Consiglio. Al governo Renzi manca del tutto una visione generale, strategica, il cosiddetto ‘sblocca Italia’ non tocca infatti temi nevralgici quali l’ecobonus, la riforma degli appalti, delle partecipate. Forza Italia esprime grave preoccupazione, per un territorio, quello siciliano, che rischia di essere depredato di risorse importanti da un decreto fasullo. Il nostro movimento si schiera al fianco degli imprenditori, degli industriali, di Confindustria Sicilia, nel chiedere al governo nazionale e a quello regionale un atteggiamento finalmente responsabile, che vada oltre la propaganda e i facili annunci”, così il sen. Vincenzo Gibiino, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e coordinatore azzurro in Sicilia, nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la sede ARS di Catania.
“Il Pd nazionale e quello siciliano fanno lo stesso gioco – ha affermato l’on. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars –. Dai democratici di Palermo ci saremmo aspettati una levata di scudi contro il decreto ruba risorse voluto da Matteo Renzi, ma questo purtroppo non è avvenuto. Le tempistiche dettate dallo ‘sblocca Italia, che dovrebbero accelerare l’utilizzo di risorse esistenti e aprire rapidamente i cantieri, sortiranno invece effetti devastanti, in quanto l’eccessiva accelerazione porterà molte regioni alla perdita delle risorse assegnate. Un boomerang assolutamente da fermare. E come detto, la Sicilia potrebbe essere pesantemente penalizzata, a partire dal piano per la depurazione e le fognature. Dal primo ottobre la nostra terra si ritroverà più povera. Il presidente Crocetta abbia un sussulto di orgoglio e impugni il provvedimento di fronte alla Corte Costituzionale, nella parte in cui questo stabilisce termini perentori e troppo ravvicinati che comporteranno l’inevitabile commissariamento della Regione siciliana e la conseguente perdita di risorse”.

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