Ex Province. L’on. Minardo replica all’on. Falcone. Riceviamo e pubblichiamo

Se l’Onorevole Falcone avesse avuto modo e tempo di leggere con maggiore attenzione la mia dichiarazione, avrebbe scoperto tre cose fondamentali che non lo avrebbero indotto nell’errore di un’inutile polemica, e di un’ altrettanto inutile replica.

1) Per quanto mi riguarda il problema delle riforme costituzionali ed istituzionali, e dunque anche l’eventuale abolizione o trasformazione delle province, non ha colore politico o appartenenza alcuna; è una questione legata alle proprie sensibilità personali, alla propria storia e formazione, alle istanze ed al comune sentire che proviene dal territorio, e che abbiamo il dovere di ascoltare.

2) La mia posizione è sempre stata la stessa, coerente, dall’avvio del dibattito, come testimoniano dichiarazioni ed articoli di siti e testate giornalistiche : la riforma abrogata era pasticciata, inutile e buona solo per soddisfare gli appetiti “commissariali” di Crocetta e company.

3) Il ritorno all’elezione diretta va condiviso e sostenuto, purché si tratti di una sorta di “elezione di scopo”: una legislatura autorevole, con amministratori eletti democraticamente e direttamente dal popolo, capaci di aiutare l’Ars a varare una nuova riforma coerente che blocchi sul nascere ogni polemica populista, ma, che, al contrario, coniughi buona amministrazione con la sensibilità dei siciliani che più volte hanno dimostrato nel non gradire ne la politica dei commissariamenti voluta dal governo Crocetta, ne scelte dilatorie che ritardano il problema, ma non lo affrontano alla radice, come merita.

Il resto risulterebbe solo inutile polemica che non mi interessa e non mi appassiona, e, soprattutto che non farebbe bene al partito in un momento così delicato per le scelte da compiere in Sicilia.

On. Nino Minardo

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