Ferreri, Lorefice e Meetup M5S Comiso: «Sarà la magistratura a far luce sul project financing per il cimitero cittadino»

Si è svolta sabato mattina la conferenza stampa organizzata dal Meetup M5S di Comiso alla presenza delle deputate Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri. Focus dell’incontro le recenti evoluzioni della vicenda ‘privatizzazione del cimitero di Comiso’ e l’esposto depositato in Procura dalle stesse parlamentari.
«Con questo esposto -sottolineano la Lorefice e la Ferreri- si sono voluti portare a conoscenza della Procura della Repubblica alcuni fatti riguardanti l’attività svolta dal Comune di Comiso nella procedura pubblica di ampliamento del sito cimiteriale di via Roma e per la realizzazione di un nuovo cimitero di Pedalino in contrada Bosco Cicogne. Alla magistratura il compito, dunque, di portare alla luce, ove ve ne fossero, gli estremi di uno o più reati o illeciti amministrativi».
«È chiaro ormai a tutti che è necessario procedere ampliando, almeno in questa fase, il solo sito cimiteriale già esistente a Comiso. Le risposte date dall’amministrazione in merito alla necessità di realizzare il cimitero di Pedalino per approntare l’intervento anche su Comiso sono tra le principali motivazioni che ci hanno indotto, invece, a percorrere la via giudiziaria visto che tali dichiarazioni non trovano alcun riscontro nella documentazione predisposta dall’amministrazione comunale. In aggiunta -sottolineano dal Meetup del M5S di Comiso-, risulta paradossale quanto si evince dal confronto tra il bando prima presentato e poi ritirato dagli amministratori nel 2015 e quello andato in gara a fine 2016. Nella prima versione il privato avrebbe dovuto occuparsi anche della costruzione della quasi totalità dei manufatti cimiteriali in cemento armato, oltre che della costruzione dei muri di cinta, dei vialetti e delle altre opere necessarie. Con il bando attuale, all’aggiudicatario viene chiesto solo in minima parte di occuparsi dell’edificazione dei loculi. Logica vorrebbe che a una diminuzione significativa dei lavori da realizzare -sottolineano gli esponenti del Meetup- corrispondesse una significativa riduzione del valore degli importi posti a bando. Invece, incredibilmente, aumentano».
«Sono passati ormai troppi mesi -concludono le parlamentari e gli esponenti del Meetup di Comiso- da quando sono stati più volte proposti questi quesiti agli amministratori. La scarsità e la contraddittorietà delle risposte, seguite da un lungo silenzio sul tema, ci hanno indotto a ritenere che non ci fosse altra strada da seguire se non quella di segnalare le numerose anomalie riscontrate agli organi giudiziari. Un silenzio, del resto, rotto solamente dalla comunicazione dell’apertura delle buste contenenti le offerte da parte dei privati, sintomo della pervicace volontà di insistere da parte degli amministratori».

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