Firullo su sanatoria per le case costruite entro i 150 metri dalla battigia. Riceviamo e pubblichiamo

PALERMO – In riferimento all’emendamento avanzato dall’On. Girolamo Fazio, il quale ha inteso riproporre la sanatoria per le case costruite entro i 150 metri dalla battigia, e in virtù di ciò, sono stati presentati all’Ars ben sessanta emendamenti aggiuntivi al testo unico sull’edilizia, è opportuno che nella mia persona, quale rappresentante della FI. BA. Confesercenti Sicilia, categoria che tutela i concessionari balneari nella nostra regione, risponda ritenendo propizio porre un punto fermo sugli edifici da tempo abbandonati in tutta la regione Sicilia. Fermo restando che, non intendo pronunciarmi per le opere ritenute abusive già destinate alla civile abitazione, piace, però, volgere l’idea, anzi l’opportunità, a tutte quelle opere riconosciute abusive, anch’esse, ma non di civile abitazione.

Opere che da anni e anni sorgono nelle nostre coste in uno stato di abbandono, in alcuni casi anche peggio ma che nessun sindaco si assume mai la responsabilità di demolire posto, comunque, che non vi è nemmeno la possibilità economica, appunto, per abbatterli, allora perché non destinarli a strutture ricettive? Sarebbe una svolta epocale in tal senso che garantirebbe anche e soprattutto un’opportunità lavorativa così da dare anche un senso a questa regione la cui unica risorsa da sfruttare è sicuramente il turismo essendo, peraltro, la regione più assolata d’Italia riconosciuta la terza più bella al mondo!
Questi edifici abbandonati da Triscina a Pizzo Sella, in Provincia di Palermo, detta “la valle del disonore”, ad Agrigento nella Valle dei Templi, fino ad Acireale oppure al villaggio turistico “Casa di Randello”, benché veri e propri “obbrobri” rappresentano, invece, un patrimonio da sfruttare atteso che la Regione Sicilia non ha le somme necessarie per la demolizione, pertanto, chiediamo che si portino avanti proposte di legge o emendamenti in tal senso per incrementare opportunità di sviluppo turistico ed economico alla nostra isola e fare in modo che i giovani non vadano più all’estero per cercare lavoro ma creiamo qui posti, impieghi e soprattutto prospettive di futuro evitando così che queste opere bruttissime rimangano ancora così per altri cinquant’anni agli occhi dei turisti di tutto il mondo, viceversa se sfruttate in tal senso significa dare alla nostra regione un input importante e fondamentalmente positivo per l’immagine nel mondo ancora dolente per certi versi.
In questo modo avete sospeso le demolizioni con una nuova richiesta di sanatoria ma non possiamo trincerarci ancora a 50 anni fa. La regione deve darsi una chance e l’unica rappresenta il turismo con la realizzazione di strutture ricettive, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, bar, locali, etc.etc.. Tanto dovevo.

Firullo Antonio

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