Francesco Aiello, Cosa accade in Sicilia?

Riceviamo e pubblichiamo

Accade che la mafia ha deciso di entrare senza complimenti nel meccanismo elettorale in maniera esplicita e spregiudicata.

Il caso del candidato Pellegrino pone a tutti, non solo all’ On. Musumeci, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia regionale, un atroce dilemma: quello di sapere se in Sicilia sia ancora possibile esercitare liberamente il diritto democratico di competere in una campagna elettorale e di esercitare il diritto di voto liberamente.

La arroganza mafiosa diventa appariscente, si esibisce in squallidi show propagandistici, mette la bandierina MAFIA (sempre negata) sul collo di candidati. E’ lo scippo della democrazia, il tentativo di apporre una incredibile ipoteca su un risultato elettorale, quale che sia, l’occupazione di uno spazio vitale che e’ stato prima bersagliato dagli insulti populistici per essere poi abbandonato alle scorrerie dei gruppi mafiosi.

Mi chiedo, con umiltà e con grande rispetto verso gli Organi dello Stato: “Il contrasto della politica, della società civile, dei soggetti economici, degli opinionisti e degli informatori, è adeguato?”

 Quando accade che il Presidente della Commissione regionale antimafia accetti, sul piano politico, a parte quello giudiziario, candidati che ragionano e si esprimono come Pellegrino, bisogna domandarsi come ciò sia possibile. Come è possibile che Musumeci tolleri cose del genere e non risponda per le rime all’insulto, alla provocazione, scagliati sulla testa della Democrazia e del sistema democratico da parte di un giovane che chiama in causa, quasi ricattando, in supposta correità, se una qualche sanzione politica o elettorale dovesse investirlo, il Presidente della Commissione Antimafia regionale? Questo giovane che si presenta come esponente e tutore di un mondo che nega la esistenza della mafia, lì dove essa è sempre stata, e invoca la morte della politica come causa dei mali storici del suo territorio.

Non è una questione limitata alla competizione elettorale quella che emerge. E’ una mannaia che incombe sulla testa dei Siciliani, prostrati dal bisogno e dalla crisi, esposti alle attenzioni delle mafie che danno anche lavoro e assistenza alle famiglie, Siciliani che sono insorditi dalle retoriche roboanti ma scarsi di risultati concreti e che rischiano di ormai trovare normale che un politico come Musumeci possa accogliere nelle sue liste Old Sicily, anche personaggi del genere.

La cosa è grave e va risolta subito. Perché il tempo è scaduto.

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