Gela, Eni e protesta lavoratori. Villaggio (FI): “Serve una maxi class action”

GELA – Una situazione drammatica per la quale il Governo regionale deve immediatamente adoperarsi con fatti concreti. La pensa così Maurizio Villaggio, componente del Gruppo Parlamentare di Forza Italia all’Ars, in merito alla situazione in cui versano i tanti i lavoratori ed i dipendenti dell’Eni a Gela che da giorni si sono mobilitati contro la chiusura della raffineria e contro la sua mancata riconversione in green refinery. I lavoratori delle imprese appaltatrici rischiano il licenziamento perché non sono stati mai aperti i cantieri concordati con il protocollo d’intesa del novembre 2014, che avrebbero dovuto realizzare opere per circa due miliardi di euro in Sicilia. “A causa dei danni ambientali subiti da Gela così come da Priolo, la nostra meravigliosa terra, che era prima incontaminata, ora si ritrova davanti ad un fatto allucinante –afferma Villaggio- e cioè che Eni ed altri colossi industriali se ne vogliono andare. Alla Sicilia resterà solo l’amaro conto da pagare in termini d’ambiente nonché una disoccupazione di massa dinanzi le quali tutti, a livello regionale e locale, devono muoversi e fare qualcosa. Servirebbe una maxi class action contro tutte queste multinazionali che ora stanno smontando qui per aprire in altre parti del mondo. Il popolo siciliano deve reagire. Non possiamo dimenticare i morti che ci sono stati e lo scempio ambientale che in tanti anni si è registrato. Non credo che fosse questo il sogno di Enrico Mattei – conclude Villaggio-  un sogno tradito da tante persone”.

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