Giorgia Meloni sottolinea il “canto del cigno” di Fi e del suo leader

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«L’esito di queste elezioni regionali è la prova che il centrodestra, così come lo abbiamo conosciuto, è finito: o si ha il coraggio di cambiare tutto, ricominciare da capo, o non si va da nessuna parte. Da questo punto di vista il dato dell’Emilia-Romagna non lascia dubbi: va molto bene la Lega, un partito d’opposizione chiaro nella sua linea, tiene Fratelli d’Italia, un partito d’opposizione chiaro nella sua linea, tracolla Forza Italia, perché evidentemente non piacciono l’atteggiamento tattico e ondivago del voler fare i campioni del centrodestra e i fiancheggiatori del centrosinistra e l’idea che tutto debba rimanere sempre identico a se stesso con Berlusconi che annuncia la sua ricandidatura». Questo il pensiero di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-An, durante ”Coffee Break” la trasmissione in onda su La 7 in  merito all’esito delle elezioni regionali in Emilia. Potremmo aggiungere che in Calabria nella sostanza in discorso non cambia. Quella di ieri è stata la grande sconfitta di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi. Lo definirei il ”canto del cigno” di un imprenditore-politico che perde giorno dopo giorno  consensi. La caduta è di quelle verticali e risollevarsi appare impossibile. La strategia instaurata con il ”Patto del Nazareno” si è rivelata un fallimento. Anche i disperati appelli a non disertare le urne non hanno avuto alcun effetto; al contrarip, il numero degli astenuti è clamorosamente aumentato. Si dirà che la sua condizione attuale, dovuta ai provvedimenti giudiziari, lo penalizza. In parte, ma molto in parte può anche essere vero. La realtà vera è un’altra. E’ lui che non riscuote più credito anche presso chi – e non sono davvero pochi – per anni lo ha sostenuto con il voto. E’ arrivato il momento di passare la mano ad altri sia all’interno di Forza Italia sia, più in generale, nell’area di centrodestra. Come dice la Meloni serve un atteggiamento diverso da quello ”ondivago” tenuto nell’ultimo periodo dal Cavaliere. I moderati italiani lo chiedono a gran voce. L’alternativa non è il M5S che ad ogni ritorno alle urne perde consensi. I moderati vogliono riappropriarsi dell’area di appartenenza; altrimenti, resta solo l’astensionismo o… il Pd.

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