Giorgio Assenza scrive una lettera aperta all’Assessore alle Attività produttive Mariella Lo Bello. Riceviamo e pubblichiamo

Ill.ma Assessore,

ho letto la Sua intervista di sabato 13 febbraio, pubblicata dal Giornale di Sicilia, nella quale viene riportata un’attenta disanima sul fallimento dell’Irsap, istituito nel 2012 dopo aver posto in liquidazione i Consorzi ASI della Sicilia.

Dell’intervista mi sembra condivisibile il pensiero secondo il quale la Legge che istituiva l’Irsap presentasse degli spunti interessanti in termini economici generali. Purtroppo, nessun obiettivo tra quelli individuati dalla stessa Legge è stata, ad oggi, raggiunto. La liquidazione dei Consorzi Asi non è mai iniziata, non sono stati trasferiti i beni delle ex Asi né al costituendo Irsap, né alla Regione, non è stata approvata la pianta organica impedendo di fatto il passaggio dei dipendenti dai Consorzi allo stesso Irsap, nessuna progettualità, nessun programma di sviluppo è stato mai concepito. Si è assistito solo a un accentramento della governance, con personale che veniva spostato dalle sedi degli ex Consorzi a Caltanissetta e somme che venivano spostate, contro ogni norma contabile, dall’Istituto agli ex Consorzi, senza nessuna riduzione delle spese dei Comitati e dei Consigli degli Enti in liquidazione. Per quattro anni l’Irsap è stato un Ente vetero comunista, con una governance più interessata alla solita retorica dell’antimafia, senza alcuna vera progettualità, ed esclusivamente attenta alle logiche confindustriali.

Le chiedo: non è stato il Suo Governo, Assessore Lo Bello, a volere tutto questo? Quale è stata la vigilanza dell’Assessorato sull’Irsap in questi anni? Perché l’Assessorato non ha posto in essere nessuno degli atti che la legge demanda ad esso? Come mai soltanto adesso, Assessore, scopre come se fosse chissà quale segreto, che l’Irsap avrebbe assorbito tutto il personale degli ex Consorzi e che necessiterebbe di 25 milioni l’anno, mentre il Suo Governo gliene vorrebbe destinare soli 10? Non conosceva il Suo Assessorato i bilanci dell’Irsap e delle vecchie Asi, le cui criticità sollevate dai Revisori vengono, solo oggi, da Lei sbandierate come se altri avrebbero dovuto provvedere al loro controllo?

Sulla questione da Lei sollevata del Vice Direttore che ha operato come Direttore per mesi, operazione non certo cristallina, sorge un altro interrogativo: non era il Suo Assessorato l’organo deputato a fare in modo che questo non avvenisse, provvedendo alla nomina di un nuovo Direttore?

Detto questo, credo che Lei, Assessore, debba sapere che non tutte le ex Asi erano Enti vuoti o inutili stipendifici. Un esempio? L’Asi della Provincia di Ragusa è stata per tanti anni veramente funzionante, l’unica che dall’avvento dell’inapplicata Legge sull’Irsap, senza nemmeno un dirigente di ruolo, è riuscita a fornire servizi a oltre 350 insediati in due agglomerati, autofinanziandosi integralmente, senza ricevere un solo euro dalla Regione. Forse per punire i dipendenti, rei di non aver portato allo sfascio l’Asi di Ragusa come in quasi tutti gli altri casi, da gennaio l’Irsap non predispone le buste paga impedendo il pagamento degli stipendi, pur avendo la stessa Asi liquidità per oltre 700.000 €.

In conclusione, o si rimette l’Irsap in grado di funzionare o si chiude tutto, lasciando agli Enti territoriali la gestione delle proprie Aree industriali. Un piccolo particolare però: Lei non accenna alcunchè riguardo al personale che, guarda caso, in un oceano di precariato regionale, è invece per la quasi totalità composto da personale di ruolo vincitore di concorso (caso sempre più raro nella nostra Regione!). E’ evidente che lo stesso deve essere salvaguardato, garantendo che le professionalità che hanno ben operato possano continuare a farlo nei loro territori.

Non può quindi, caro Assessore, oggi far finta che siano stati altri a compiere lo scempio dell’Irsap, quando in realtà sono stati proprio il Suo Assessorato e il Suo Governo a consentirlo. E’ come arrivare improvvisamente dalla Luna.

Palermo, 16 febbraio, 2016

On. Giorgio Assenza

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