Giuffrida (PD): “No a strumentalizzazioni a fini elettorali, il consiglio vari una nuova politica della migrazione”

Catania, 21 maggio 2015 – “Erano tutti in piedi in questo parlamento, un mese fa per l’ennesima strage. Erano in piedi anche a ottobre scorso. E poi due anni fa, per la strage di Lampedusa. In piedi, e in silenzio. Da allora migliaia di uomini, donne, bambini sono morti ancora. Venivano qua, in Europa, per chiedere che fosse loro riconosciuto un diritto. E’ la quinta volta, quest’anno, che in quest’aula si discute di immigrazione. E stamattina molti hanno speso il loro tempo,  il nostro tempo, in populismo e demagogia a fini elettorali. Per guadagnare consenso o, è il caso dei più, per non perderlo”. Lo dichiara Michela Giuffrida, deputato del Pd al Parlamento europeo in merito alla discussione, in plenaria a Strasburgo, sull’agenda immigrazione.

“La Commissione Europea ci ha finalmente consegnato una coraggiosa agenda sull’immigrazione – aggiunge Giuffrida – e c’è chi ancora vuole prendere tempo, e avanza dubbi, dice no. Cosi come ora emergono i distinguo dei Paesi che respingono un piano di condivisione che riguarda soltanto 20.000 persone nella grande Europa. Che deve invece dare dimostrazione di saper governare i flussi migratori e un fenomeno che è figlio di un profondo e rapidissimo cambiamento geopolitico che ci vede impreparati.

Non possono prevalere le logiche elettoralistiche di pochi, né la demonizzazione e la strumentalizzazione di una problematica di cui devono farsi carico tutti i paesi dell’Unione perché nessuno può ancora far finta di non vedere e comprendere quanto sta accadendo nel Mediterraneo.  A giugno – conclude l’eurodeputato – il Consiglio dia seguito alla battaglia che abbiamo condotto in Parlamento e all’Agenda che la Commissione Europea ha scritto. Perché solidarietà e condivisione non siano solo parole vuote”.

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