Il Paes e le sfide che attendono la città di Ragusa

Le linee guida per sviluppare un piano di azione per l’energia sostenibile, il cosiddetto Paes, sono state illustrate nel corso di una riunione tenuta dal circolo Rinascita Democratica del Pd di Ragusa e da FuturDem, la neo costituenda associazione che ha promosso l’incontro. C’erano alcuni esperti del settore. A cominciare da Claudio Conti, ambientalista e tecnico, oltre all’ing. Marcello Tirrito. Ciascuno di loro ha illustrato i vari aspetti del Piano d’azione per l’energia sostenibile. “Il Paes – hanno sostenuto Conti e Tirrito – non deve essere considerato come un documento rigido e vincolante. Con il cambiare delle circostanze e man mano che gli interventi forniscono dei risultati e si ha una maggiore esperienza, potrebbe essere utile o addirittura necessario rivederlo. Il Paes è il documento chiave che indica come i firmatari del Patto rispetteranno gli obiettivi che si sono prefissati per il 2020. Tenendo in considerazione i dati dell’inventario di base delle emissioni, il documento tende ad identificare i settori di intervento più idonei e le opportunità più appropriate per raggiungere l’obiettivo di riduzione di Co2. E, ancora, definisce misure concrete di riduzione, insieme a tempi e responsabilità, in modo da tradurre la strategia di lungo termine in azione”. “L’obiettivo che il Comune di Ragusa si era dato del 23% – hanno detto ancora Conti e Tirrito – sembra essere al ribasso. Per questo è stato deciso di apportare delle modifiche. Inoltre, sono state inserite delle somme per la creazione di un fondo di garanzia che serve alle banche per erogare prestiti ai privati, una leva finanziaria da 12 a 18 volte. Ogni centomila euro che metti, la banca eroga da 1,2 a 1,8 milioni”. Alla riunione del circolo “Rinascita Democratica” sono intervenuti iscritti e simpatizzanti, oltre ad alcuni cittadini. “Questo appuntamento – afferma il segretario del circolo, Tony Francone – è stato promosso per dare a tutti l’opportunità di formarsi una idea obiettiva e critica, nel senso lato del termine, rispetto al Paes in quanto argomento di cui sentiamo parlare tutti i giorni. Non possedendo però gli strumenti adeguati per le valutazioni, abbiamo ritenuto opportuno fornire questo supporto di conoscenza che è stato parecchio apprezzato”. Alla riunione erano presenti anche i consiglieri comunali Giorgio Massari e Mario D’Asta. Entrambi seguono con molta attenzione, a palazzo dell’Aquila, l’evolversi delle vicende legate al Piano in questione. “Da poco è stata convocata la commissione Ambiente. Sappiamo che la scadenza è fissata al 31 gennaio – dice D’Asta – e quindi mancano ancora pochi giorni prima che la piattaforma, già predisposta e che però potrebbe essere suscettibile di alcune modifiche, sia presentata. La sfida è strategica per il futuro della nostra città. Alcune cose possono ancora essere migliorate: un vero fondo di garanzia che possa essere utilizzato dal fruitore finale, ossia il cittadino; 25 milioni di euro per la metropolitana di superficie, secondo noi, non sono sufficienti; per l’agricoltura potevano assumersi iniziative ancora più coraggiose in direzione dell’efficientamento energetico e del risparmio dei costi di produzione da parte degli agricoltori. Noi, naturalmente, fino alla fine, fino a quando cioè l’atto non arriverà in Consiglio comunale, faremo in modo che possa essere portato avanti un buon lavoro perché sul Paes, e sulla possibilità di accedere ai relativi finanziamenti, si scommette una parte importante del futuro della nostra città”. I FuturDem di Ragusa, soddisfatti per l’esito dell’incontro, dichiarano: “Per noi dire Ambiente significa dire Futuro, parlare delle questioni energetiche significa affrontare il mondo e quindi la città che vivremo. Rispettare il nostro ambiente e tutelarlo significa rispettare noi stessi. Il Paes rappresenta uno strumento che scrive un nuovo modello di sviluppo a cui siamo già interessati da tempo. La Green economy è uno dei pochi settori veramente in crescita sia dal punto di vista culturale che occupazionale e a noi giovani, oltre al rispetto dell’ambiente, interessa affrontare di petto, con innovazione, la questione occupazionale”.

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