Il Santo Natale illumina Crocetta: “Renzi non faccia alla Sicilia quello che non vuole che l’UE faccia all’Italia”

Meglio tardi che mai e finalmente il Governatore si accorge che la nostra isola negli ultimi anni ha dovuto sopportare tanti ma tanti sacrifici e che non ne può più.

Era giusta e sacrosanta la battaglia dei Sindaci e dell’ANCI che con le tante e tante proteste avevano evidenziato le difficoltà dei Comuni a far fronte alla gestione dei servizi constatando che i Governi succedutosi negli ultimi anni in tutti i provvedimenti finanziari operavano tagli alle risorse destinate agli Enti Locali.

Se Crocetta quasi quasi censura le dichiarazioni pessimistiche dell’Assessore all’Economia Baccei affermando che “il peggio è passato” e chiedendo a Renzi coerenza tra comportamenti da lui tenuti con l’Europa e con la nostra isola, ci corre l’obbligo di ricordare al Governatore che c’è una battaglia in corso promossa dall’attuale Presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone che recentemente e precisamente il 2 dicembre aveva dichiarato:
“Da quasi un anno l’Assemblea regionale ha approvato, all’unanimità, lo schema di progetto di legge costituzionale per la riforma dell’articolo 36 per consentire alla Regione di incamerare il gettito delle imposte di produzione, attualmente riservate allo Stato, in applicazione del principio di territorialità dell’imposta e in attuazione dei principi ispiratori del federalismo fiscale. Ho già avuto modo di parlare di ciò con il presidente del Senato Pietro Grasso, e con il presidente della Commissione Affari Costituzionali di palazzo Madama, Anna Finocchiaro, entrambi siciliani, chiedendo loro di incardinare il disegno di legge il prima possibile in Aula. Adesso mi sono fatto promotore di questo incontro con tutta la deputazione nazionale eletta in Sicilia perché ritengo che tutti noi, rappresentanti del popolo siciliano, dobbiamo assumerci la nostra responsabilità fino in fondo. L’Ars lo ha già fatto approvando il ddl proposto dal collega Michele Cimino, adesso è il momento che anche senatori e deputati intervengano in difesa delle istanze della nostra Regione, in vista della prossima trattazione in Parlamento del testo approvato all’Ars. Tutti i deputati hanno il dovere di impegnare i loro partiti di riferimento affinché il ddl venga approvato. Ci vuole capacità e coraggio”.

A questo punto riteniamo doveroso ribadire l’appello, per il bene della Sicilia, al Presidente della Regione Rosario Crocetta, che a parole si dichiara rivoluzionario, se coerentemente con quanto affermato sposi in pieno la battaglia promossa da Giovanni Ardizzone e con tutti i parlamentari dell’ARS faccia capire al Governo Nazionale che la Sicilia non si accontenta di elemosine ma pretende tutto ciò che le spetta.

In questo contesto rientrano anche le cosiddette trivellazioni contestate giustamente dagli ecologisti e pagate alla Regione con pochi spiccioli.

Rosario Crocetta, dimostrerà di essere un vero rivoluzionario?????

Carmelo Raffa

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