In Sicilia prevista chiusura sezioni Polizia postale di Agrigento, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani

Chiudono 73 sezioni provinciali della Polizia postale entro il 31 ottobre. Il M5s Sicilia non ci sta e presenta una mozione all’Ars

La deputata Cinquestelle Vanessa Ferreri: “Impegniamo il governo regionale a prendere posizione contro questo provvedimento fortemente restrittivo delle tutele e garanzie delle fasce più deboli”

Palermo, 24 ottobre 2014 – Sancita definitivamente, entro il 31 ottobre di quest’anno, la chiusura di 267 uffici periferici della Polizia di Stato, tra cui, nello specifico, la soppressione di 73 sezioni provinciali della Polizia postale. In Sicilia è prevista la chiusura delle sezioni di Polizia postale di Agrigento, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. Sono questi gli esiti prodotti dall’art 21 bis del Dl 90 del 2014 convertito in Legge 11 agosto 2014 n° 114. Il Movimento 5 stelle, per scongiurarne gli effetti, ha appena presentato una mozione all’Ars, a prima firma della deputata Cinquestelle Vanessa Ferreri, che impegna il governo della regione e per esso l’assessore per l’Economia, l’assessore per la Famiglia, le politiche sociali e il lavoro e l’assessore per le Autonomie locali e la funzione pubblica ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza.

“Tra le competenze della Polizia postale, come noto, – afferma Ferreri – rientra il delicato compito di vigilare e reprimere fenomeni come la pedofilia on-line, gli attacchi a sistemi informatici, le truffe perpetrate grazie all’utilizzo fraudolento di codici di carte di credito o di debito”. “La nostra realtà – aggiunge la parlamentare – è quotidianamente segnata da casi di violenza dettati da nuovi reati informatici che toccano anche i più deboli, ossia gli adolescenti, che sempre più di frequente rischiano di trovarsi coinvolti in situazioni difficilmente gestibili dai genitori o dagli educatori, una volta presa coscienza del circolo vizioso in cui i minori si sono venuti a trovare”.

“Verranno a mancare tutte quelle figure – denuncia il Movimento – che, interagendo con i minori e dando anche un sostegno emotivo, sino ad ora hanno protetto e messo in guardia le fasce più deboli da qualsiasi tipo di rischio in cui potrebbero incorrere navigando in rete”.

“Stante la particolare e delicata rilevanza sociale del problema, – conclude la deputata Vanessa Ferreri – impegniamo altresì il governo a prendere posizione contro questo provvedimento fortemente restrittivo delle tutele e garanzie dei minori e che, invece, grazie ad un’opera silenziosa ed efficace, la Polizia postale fino ad oggi è riuscita a garantire”.

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