Incontro “Ragusa Dice NO” al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016

RAGUSA – Domenica scorsa presso la flower boutique ” Spadaro Fiori” di via Sant’Anna 110 a Ragusa si è svolto l’incontro “Ragusa Dice NO” per chiarire e motivare le ragioni del NO al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016.
All’incontro, organizzato dalla dott.ssa Valentina Spadaro, dirigente regionale di Forza Italia Giovani, hanno preso parte l’on. Giorgio Assenza, il sen. Giovanni Mauro, l’on. Franco Antoci oltre una nutrita partecipazione di cittadini e sostenitori del NO che sono stati i veri protagonisti e gli autentici destinatari di questa importante manifestazione.
Nel corso del dibattito sono stati analizzati i vari e variegati punti di questa confusa e pasticciata riforma non accettabile così come è stata intesa dall’esecutivo e che porta in sé molteplici forzature di prassi e regolamenti che hanno determinato nelle Aule di Camera e Senato spaccature insanabile tra le forze politiche, giungendo al voto finale con una maggioranza racimolata e occasionale, una riforma certamente non legittima perché prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale, il piu che noto “Porcellum”, dichiarata incostituzionale, un referendum costituzionale che dovrebbe essere di interesse collettivo e che invece il Presidente del Consiglio ha grottescamente trasformato in una sorta di macro questione di fiducia su se stesso, il combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale che spiana la strada ad un mostro giuridico, l’Italicum infatti aggiunge all’ azzeramento della rappresentatività del Senato e al centralismo che depotenzia il pluralismo istituzionale, l’indebolimento radicale della rappresentatività della Camera dei Deputati, il premio di maggioranza alla singola lista consegna la Camera nelle mani del leader del partito vincente, che può decidere senza difficoltà e a maggioranza tutte o quasi tutte le cariche istituzionali, facendo così saltare la teoria dei pesi e contrappesi, laddove si sarebbe privi degli idonei contrappesi, di fatto nascerebbe una sorta di “Premierato assoluto” con l’affermazione dell’uomo solo al comando, ne consegue che ne risentirebbe l’elezione del Capo dello Stato, dei componenti della Corte Costituzionale, del Csm financo gli Organi Rai.
Interesse notevole è stato riservato al “nuovo” Senato, che vedrebbe ridotto il numero di senatori a cento, rappresentati da consiglieri regionali e sindaci, senza indennità con il solo rimborso spese, ma che acquisirebbero l’immunità parlamentare, ovvero uno scudo per qualsiasi illecito compiuto; non verrà eliminata la competenza concorrente perché in molte materie come quella del “governo del territorio” rimane gattopardescamente una concorrenza tra “norme generali comuni” statali e leggi regionali e visto che i poteri legislativi del “nuovo” Senato sono configurati in maniera confusa nasceranno ulteriori conflitti di legittimità costituzionale riguardo ai diversi procedimenti previsti dalla riforma.
Altro disastro non precisato e che ha meritato attenzione l’art. 117 che sancisce la definitiva perdita della nostra sovranità nazionale, nei fatti l’Italia dovrà eseguire gli ordini di Bruxelles e sottostare a qualsiasi decisione dell’Europa. Questi ed altri i punti di questa confusa e pasticciata riforma costituzionale che sono stati analizzati con dovizia di particolare e così sinteticamente riassunti in questo resoconto, ma l’incontro è stato anche l’occasione per confermare lo stretto rapporto e legame col territorio, un momento di alta agorà politica, di partecipazione, entusiasmo e comunità vera, la stessa che con passione e dedizione ha raggiunto importanti traguardi e guarda oltre l’orizzonte a cercare l’infinito.

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