Inserimento in agricoltura persone con disturbi spettro autistico. Padua sostiene progetto legge presentato ieri a palazzo Madama

ROMA – E’ stato presentato, ieri mattina, nella sala Caduti di Nassiriya del Senato, un progetto di legge che ha avuto il pieno appoggio del Governo, come sottolinea la presenza della ministra Maria Elena Boschi, e che prevede l’inserimento lavorativo delle persone con disturbi dello spettro autistico nell’agricoltura, grazie al supporto di un tutor aziendale appositamente formato. L’idea, che sta alla base del progetto, è quella che la legislazione nazionale sappia valorizzare al massimo alcune esperienze che partono dai territori, in primis dall’ascolto di famiglie e associazioni impegnate quotidianamente a dare piena dignità alla persone con autismo, supportando (con sgravi fiscali) quelle imprese che decidono di investire attivamente per l’inclusione nella vita lavorativa e sociale. “Il provvedimento, questo un punto determinante – afferma la senatrice Pd Venera Padua che esprime la propria soddisfazione avendo sostenuto la presentazione del progetto di legge in questione – si occupa dell’inserimento nel mondo del lavoro agricolo degli adulti con disturbi dello spettro autistico, contribuendo al superamento di quell’ostacolo culturale per cui, oltre la maggiore età, una persona con Asd rischia di “scomparire”. Lo Stato e tutta la comunità nazionale, invece, devono occuparsi, così come dei ragazzi e delle ragazze con Asd, anche degli adulti, valorizzando al massimo le loro capacità: solo così sapremo andare tutti insieme, famiglie, imprese e istituzioni, verso una società includente e integrata. Bene, quindi, che tutto il Partito Democratico attribuisca una grandissima importanza al disegno di legge, vero trait d’union tra altri due provvedimenti, la legge sull’autismo (la 134 del 2015) e quella sull’agricoltura sociale (la 141 del 2015). Si tratta, lo ribadisco, di un tema che richiede grandissima sensibilità e senso civico; sono convinta che quella intrapresa è la strada giusta, per potere finalmente dare dignità a tutte quelle persone che, purtroppo, sono quotidianamente relegate ai margini della società. Solo in questo modo, remando tutti in direzione della vera integrazione, possiamo costruire una comunità realmente inclusiva”.

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