L. Stabilità. Puglisi, Fedeli e Parente (PD): una manovra coraggiosa per creare sviluppo

Roma, 17 ottobre 2014 – “La legge di stabilità compie scelte coraggiose, perché tenta di coniugare in modo coerente una manovra economica espansiva con un insieme di riforme, come quella sugli ammortizzatori sociali e quelle per incentivare l’utilizzo dei contratti a tempo indeterminato, che possono aiutare il nostro paese a rimettersi in piedi. Certo in Parlamento si può lavorare per migliorare alcuni punti fondamentali. Ma la direzione è quella auspicata”. Aprono così le senatrici PD Francesca Puglisi, Valeria Fedeli e Annamaria Parente la propria nota inviata alla stampa.
“E’ giusto dare al nostro sistema imprenditoriale – continuano le tre senatrici – strumenti concreti e immediati per la crescita, ma bisogna fare attenzione ai tagli per le Regioni che rischiano di depotenziare la riduzione delle tasse e i servizi sociali, mentre l’innalzamento dell’aliquota di tassazione per i fondi pensione rischia di essere una misura inadeguata e disincentivante, nel lungo periodo, per molti lavoratori. I 18 miliardi stanziati per il lavoro confermano che la priorita’ del Governo sono le politiche per l’occupazione e il taglio del costo del lavoro.
Alla riduzione delle tasse per i lavoratori, si aggiunge ora l’abbattimento fiscale dell’Irap per le imprese. Le risorse stanziate per la stabilizzazione dei lavoratori e per gli ammortizzatori sociali, poco meno di due miliardi di euro, consentiranno poi una piena attuazione della Delega Lavoro.
Altra novità importante è che questa finanziaria, la prima da almeno un paio di decenni, torna ad investire sulla scuola, l’università e la ricerca. Con le risorse stanziate riusciremo ad avere una scuola a zero precarietà e con gli insegnanti che servono per portare tutti i ragazzi e le ragazze, non uno di meno, al successo formativo e scolastico. Potremo tornare ad investire sulla didattica e le nuove tecnologie, la formazione degli insegnanti e la loro valorizzazione professionale.
Con la stabilizzazione dell’investimento di 150 milioni di euro del Fondo Ordinario di Finanziamento dell’università e si torna ad investire nella ricerca e nell’innovazione, come leva fondamentale per la crescita. Anche nell’Università e nella Ricerca occorre cambiamento, per liberare le risorse dai lacci burocratici e dalle baronie, per valorizzare merito e talenti dei giovani, per legare le strategie di innovazione dell’Europa e del Paese al lavoro e alle strategie degli Enti”.

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