La senatrice Padua commenta il risultato negativo dopo il voto politico del 4 marzo

LA SENATRICE PADUA COMMENTA IL RISULTATO DOPO IL VOTO: “PRENDO ATTO DELL’ESITO NEGATIVO SIA PER IL PD SIA PER LA MIA CANDIDATURA. MA CONTINUERO’ AD OPERARE IN SENO AL PARTITO PERCHE’ SI EVITI DI CADERE NEL BARATRO POPULISTA”

“Prendo atto del risultato elettorale negativo sia per il Pd sia per la mia candidatura all’uninominale nel territorio provinciale di Ragusa. Questa presa d’atto è un riconoscimento del diritto dei cittadini a scegliere autonomamente le proprie rappresentanze politiche, nel rispetto della Costituzione e delle leggi”. Lo dice la senatrice uscente del Pd Venera Padua a commento dei risultati elettorali.

“Evidentemente – aggiunge – il costante e continuo lavoro parlamentare svolto per il riconoscimento dei diritti e della tutela dei bisogni di quanti sono stati oggetto di attenzione e di interventi legislativi nei settori importanti della tutela della salute, del diritto al rimborso delle somme dovute dallo Stato e relative al sisma ’90, della difesa di imprese agricole e dei lavoratori agricoli rispetto a tassazioni errate, di ogni aspetto della vita personale e sociale non hanno trovato la comprensione e – quindi – il riscontro di quanti di tali diritti sono oggi titolari e beneficiari. Ma il compito di senatrice della Repubblica non ha finalità di riconoscimento pubblico; chi assume il compito di rappresentare in Parlamento i diritti, i bisogni e gli obblighi della singola persona e della collettività nel suo insieme – ai vari livelli – ha il solo dovere di produrre leggi che rispondano concretamente a tali bisogni e diritti dei cittadini della Repubblica Italiana, senza pretendere risposte di alcun genere”.

“Ritengo di avere adempiuto – con limpidezza e dedizione piena ed assoluta – agli obblighi propri – continua Padua – derivanti dalla avvenuta elezione senatoriale della scorsa legislatura e di ciò rimango consapevole sia da donna, da moglie, madre di famiglia, medico pediatra e da persona che ha scelto di donare la propria vita – per un tratto importante – per il reale bene della comunità e della collettività che la compone.

Spetta adesso ai candidati eletti in entrambi i rami del Parlamento nazionale la responsabilità della conduzione e gestione della “cosa pubblica”. In questo senso il mio pieno sostegno morale a quanti sono investiti oggi di questo compito, augurandomi che il “bene pubblico” continui ad essere il fondamento e la finalità di chi oggi è stato indicato dagli elettori”.

“Un grazie speciale a quanti, pur nelle difficoltà personali e di tempo – sottolinea ancora – hanno con generosità dato il loro impegno a sostegno della mia elezione e del Pd che è stato il mio unico riferimento politico, e del quale continuo ad essere una dirigente nazionale e locale e per il quale continuerò a lavorare nel territorio per ricostruire il senso di comunità che, forse, abbiamo smarrito per strada. Adesso c’è da rimboccarsi le maniche e ricostruire un’area politica, ampia e inclusiva, in cui il riformismo, il progresso e la solidarietà siano di casa. Lo dobbiamo ai nostri giovani, lo dobbiamo ai nostri padri, lo dobbiamo al futuro del nostro Paese. C’è bisogno del contributo di donne e uomini di buona volontà, ad ogni livello, che avvertono la necessità di fermarsi prima di cadere del tutto nel baratro populista verso il quale stiamo correndo. E io non mi sottraggo a questo dovere morale”.

Print Friendly, PDF & Email