Laporta: “Sul territorio di Ragusa fortini, trincee e postazioni difensive risalenti alla seconda guerra mondiale non ancora valorizzati”

Laporta: “Eppure nel setteme scorso avevamo votato un ODG che però la giunta non ha ancora preso in considerazione

RAGUSA – “Ci terremmo a capire che fine ha fatto l’impegno che l’Amministrazione comunale aveva assunto nei confronti del Consiglio a proposito dell’attivazione degli interventi tesi ad una maggiore tutela e valorizzazione di alcuni siti di particolare interesse storico con riferimento, soprattutto, al recupero delle postazioni difensive (fortini, trincee e quant’altro) della Seconda guerra mondiale presenti sul territorio”. E’ quanto rileva il consigliere comunale Angelo Laporta rivolgendosi, in particolare, all’assessore al ramo, evidenziando che, con delibera n.61 dell’11 settembre 2014, il civico consesso aveva impegnato formalmente la Giunta municipale ad adottare specifiche iniziative. “Purtroppo, ancora oggi – continua Laporta – dunque a distanza di mesi, non si registrano interventi. Era stato assicurato il nostro impegno anche a Salvatore Marino, referente per la città di Ragusa dell’associazione culturale Lamba Doria, che aveva avviato azioni di recupero riferite ad alcuni siti oggi diventati simbolo di un passato da conoscere, da ricordare ma da non ripetere. Dispiace constatare che non sia stato dato seguito alcuno a quello che era l’obiettivo di creare, come già avvenuto in altre località, un vero e proprio museo a cielo aperto, un percorso attraverso i luoghi della memoria in cui il visitatore avrebbe potuto conoscere le vicende belliche che interessarono il nostro territorio e la storia di quanti sacrificarono la vita a causa della crudeltà della guerra”. Si tratta di luoghi che ricordano non solo eventi storici ma anche gli uomini che ne furono protagonisti: soldati strappati all’affetto dei propri cari e mandati allo sbaraglio, condannati a morire in quei bunker e postazioni in barbetta con poche armi e scarsa preparazione. Molti di loro trovarono la morte e furono inumati dai contadini nella nuda terra, come nel caso del tenente Sella in contrada Camemi o, ancora peggio, come per il soldato Giuseppe Rinaldi, morto al posto di blocco 452: non si conosce che fine abbia fatto la salma. “Assieme ad altri colleghi – continua Laporta – avevamo presentato un ordine del giorno che è stato approvato per impegnare l’Amministrazione comunale ai fini della valorizzazione dei suddetti siti. Ma che fine ha fatto tutto ciò? Perché la Giunta Piccitto non si è ancora mossa? Perché l’assessore al ramo non fornisce risposte su questa circostanza? Speriamo che tutto si risolva per il meglio e nei tempi dovuti”.

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