“Le metamorfosi dei grilli sparlanti: dalla rivoluzione, all’ascesi…” considerazioni del sindaco di Acate prof. Francesco Raffo. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg) 19 luglio 2015.- Nei periodi di crisi spesso esplode il misticismo laico-religioso ed orde di moralisti percorrono le vie delle città e, armati di flagelli (che spesso, ahimè,  rivolgono verso altri!!!), danno mazzate da orbi per aggraziarsi Dio, aggiudicarsi subito un posto in Paradiso e garantirsi intanto i piaceri terreni. La storia è piena di esempi di incalliti moralisti, a senso unico. I Crociati, arrivati a Gerusalemme, dopo avere aperto una breccia nelle mura della città Santa, piombano sulla inerme popolazione e ammazzano tutti senza distinzione alcuna  di sesso o di età (forse con  l’eccezione di qualche giovane e  bella musulmana !). E lavano col sangue, in mancanza di acqua santa, le nefandezze (a loro dire) degli sfortunati abitanti “abusivi” della città di Dio. Qualche secolo dopo, in piena età moderna, i fanatici della purezza se la prendono ancora una volta con poveri disgraziati o belle donne, meglio se ricche, ed anche con i mariti e i figli, per non lasciare eredi. E non potendo accusare Dio delle disgrazie del mondo, pena la loro impiccagione, coinvolgono Belzebù, il quale a loro parere   ama “possedere” queste indifese “eretiche”. I signori della morte per secoli hanno massacrato intere comunità, mandato in rovina innumerevoli generazioni di uomini e di donne e accumulato grandi ricchezze. A volte bastava non assecondare le voglie di qualche “potente” del contado. E allora giù a raccogliere frasche e legna e dare fuoco alle polveri e alle povere disgraziate che avevano “preferito” Satana piuttosto che “l’uomo”. Molti intonavano canti di gioia, felici per avere lavato l’onta e purificato il mondo; più felice chi, in nome della vittoria su Satana, accresceva le sue fortune economiche. Homines mala facta semel atque iterum redintegrant, hac de re “Historia… magistra vitae” (Cicerone). Sarei curioso di chiedergli, qualora Cicerone dovesse far ritorno in Sicilia (sui Siciliani espresse giudizi lusinghieri in una sua famosa orazione), se ancora è dello stesso avviso. Che la storia si ripeti, non ho dubbi, ma che sia anche maestra di vita, qualche dubbio permane. Magari lo invitiamo ad Acate, con la speranza che i Ciceroniani si comportino bene. Folco Quilici docet. Da qualche tempo, cioè da due anni, ad Acate si respira la stessa atmosfera della caccia alle streghe: probabilmente in ossequio a Vico, impettiti e impenitenti politicanti cinquettano, forse perchè incapaci di parlare, alcuni grilli “collodiani”, anche se stonati, usignuoleggiano e, avvampati, girano con le “XII Tavole” per diffondere la loro buona novella, la loro enciclopedica cultura e per impartire lezioni a tutti su tutto: Depuratore delle fogne,  Macello-discarica, Raccolta Differenziata, nuovo Cimitero, Zona Artigianale, acqua della Diga, Piano Regolatore, Beni Monumentali, ville e verde pubblico, pulizia del paese, tutte cose lasciate in totale abbandono per anni e “scoperte” dai marziani ora, cioè da quando questa Amministrazione, in attività da soli 18 mesi e con le note difficoltà finanziarie, ha iniziato  ad avviarle a soluzione. Non pensano, non partoriscono una sola idea, ma amano inseguire le idee altrui al fine di demolirle con ogni mezzo, anche con la carta bollata. Arrivano sempre dopo, ma comprendiamo il loro ritardo cognitivo: i molteplici impegni professionali, le lunghe notti passate sui libri hanno impedito  loro di dare uno sguardo al mondo  o anche una semplice lettura di atti e documenti! Ora hanno aperto gli occhi e discettano su tutto. Specialmente  sugli animali, lasciando ad altri il compito di pensare agli esseri umani. Infatti non interessa loro se il Bene dei cittadini va a catafascio, se il Comune è in Bancarotta, se i servizi non funzionano, se Otto Milioni di Euro, scoperti in questi 18 mesi, hanno buttato sul lastrico l’Ente comunale, se le Banche fuggono dal Comune, se vengono mandate ai cittadini migliaia di raccomandate per tasse risalenti agli anni 2009, 2010, 2011, (che moltissimi hanno regolarmente pagato), se i cittadini aspettano anni per una pratica, ecc, ecc. Queste sono sciocchezze che non possono lambire menti illuminate, dedite a studi di alta teatralità. Essi preferiscono volare alto e, come le Arpie virgiliane, guardano dall’alto le “laute vivande” degli altri, e poi con “grandi e lugubri  strida scuotono e lordano tutto con immondo contatto”. D’altronde, è più facile buttare veleno su chi quotidianamente lavora per la comunità in mezzo a tanti problemi e a tante difficoltà, piuttosto che sporcarsi le mani. Alcuni, seguaci della filosofia del “tanto peggio, tanto meglio”, ridono e godono sadicamente delle difficoltà altrui e assolvono e/o solidarizzano con chi ha creato i disastri, quasi a richiamare alla memoria i fuochi delle pire. E le streghe divorate dalle fiamme richiamano loro il Demonio, che va combattuto e ucciso per il Bene della comunità. Convinti di essere i designati della nuova Santa Inquisizione e, quindi, investiti di una missione salvifica, rosi dall’odio verso chiunque non faccia parte della loro confraternita, additano il nemico al pubblico ludibrio in attesa che venga il momento del fuoco catartico. Intanto preparano frasche e legna. E’ la solita storia del parassita gaudente: ciarlatano di inconsistenti siti mediatici, incapace di fare la qualunque cosa, roso dall’invidia e da profondi e inconfessabili complessi d’inferiorità, ricorre sistematicamente  all’arma dell’offesa e della calunnia, dimenticando anche le più elementari regole della buona creanza. Per giunta, falsifica dati e numeri e si  nasconde sotto le ali protettive dell’Onnipotente, in attesa che dopo il rogo possa venire in possesso dei beni del malcapitato. Al Papa hanno regalato un crocefisso con falce e martello; speriamo che non lo brandisca per colpire le teste dei tanti cervellotici grilli “collodiani”: magari al posto di un lauto bottino si potrebbero ritrovare appiccicati al muro, schiacciati dal martello di un qualsiasi “burattino di legno”.I vagabondi e i seminatori di odio sono una vecchia e agguerrita schiera, che  disgraziatamente spesso ha cantato vittoria, dopo avere lasciato dietro di sé morte e distruzione e scritto pagine nefaste della storia umana. Una volta. Oggi è più difficile. Non c’è nè un Papa disposto ad assecondarli, nè un popolo disposto a seguirli. La storia dirà se abbiamo ragione. Oggi ve lo direbbe anche Grillo, che di grillino ha solo il nome. Lui, al di la delle vedute politiche, non costruisce roghi nè dà lezioni di stupido e quotidiano moralismo, porta avanti battaglie, discutibili, ma battaglie, ed è rimasto Grillo, senza la presunzione di diventare Grilletto. Apprendete da un cavallo di razza, che a vostra insaputa vi ha portato in paradiso, che spesso, però, confina con l’inferno.

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