Lettera aperta della senatrice Padua al segretario nazionale del partito democratico Matteo Renzi

Padua: “E’ arrivato il momento di trovare una soluzione ai numerosi problemi che attanagliano il partito nell’isola e soprattutto nell’area di Catania, Ragusa e Siracusa”

La senatrice del Pd, Venera Padua, ha indirizzato una lettera aperta al segretario nazionale del partito, Matteo Renzi, avente ad oggetto la situazione in cui versa il Pd a livello siciliano. Questo il testo della nota inviata ieri sera:

“Caro segretario,
ti scrivo la presente per ripeterti ancora una volta (e stavolta l’ultima) che la situazione del Pd regionale siciliano è fortemente intaccata da presenze estranee al percorso da te e da noi seguito da qualche anno a questa parte, che ti vede condurre sia il Pd nazionale che il Governo dell’Italia. Ho già avuto modo di chiederti una personale attenzione e decisione sulla organizzazione del Pd regionale e, di conseguenza, di quelli locali di questo lembo isolano dell’Italia. Capisco e condivido i tuoi forti e ultraumani impegni sul piano politico e governativo e ciò che riesci a condurre con energia, capacità e fantasia idonea alla preesistente situazione politico-sociale dell’intera nazione”.
“Con altrettanta limpidezza e fermezza, tuttavia – continua la lettera aperta – devo dirti – sia a nome mio personale che di tanti amici, amiche e compagni – che il livello della “fiumara” ha superato i ponti ed i confini. La precisa ricostruzione delle modalità di conduzione e svolgimento dell’attività “para politica” in ambito siciliano e, particolarmente, riguardante le rappresentanze all’Ars e le gestioni personalistiche di territori di ampia attrattiva, quali Catania, Siracusa e Ragusa, ricavabile dalle inchieste giornalistiche e, oggi, anche televisive, non mi consentono di rimanere inerte e di essere – senza alcuna volontà, scelta o discussione democratica – assimilata a persone e personaggi piombati – a braccia aperte – all’interno del Pd per usi loro non conosciuti ma conoscibili attraverso il loro passato e presente. Ho lavorato e da tempo, senza alcun interesse personale o “familiare”, nell’ambito della Margherita e, quindi, del Pd e vorrei continuare a farlo se tu, quale segretario politico, dirai subito e con chiarezza come il Pd siciliano possa essere condotto e aperto al “nuovo” piuttosto che al “vecchio”. Ti chiedo di farlo subito e con nitidezza, perché il tempo e la gente che ha nutrito fiducia in un partito gestito da persone nuove, giovani e limpide non vengano sopraffatti da sotterranei giochi di convenienza e captazione di voti e adesioni da parte di soggetti che la politica “conveniente” hanno – da tempo – praticato e che, naturalmente, continuerebbero a guardare al “proprio” anziché al “collettivo” interesse”.
“Attendo presto, e con ragionevole ansia – conclude la lettera aperta – un tuo personale riscontro alla presente”.

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