L’on. Orazio Ragusa: “Agricoltura fascia trasformata e Sicilia sud-orientale ha bisogno di poter contare sui bandi europei”

L’on. Ragusa: “La Regione ha compiuto un primo passo con il biologico ma non basta. Abbiamo già perso due annate agrarie. Non possiamo correre il rischio di perderne altre. Anche perché, altrimenti, non ci sarà più alcun comparto da sostenere”

Scicli, 21 maggio 2015 – Il deputato regionale Orazio Ragusa, nell’esprimere apprezzamento per la pubblicazione del bando pubblico della misura 11 Agricoltura biologica, che fissa la nuova data di scadenza per la presentazione delle istanze al 15 giugno, rivolge una richiesta all’assessore siciliano all’Agricoltura, Nino Caleca. “Sappiamo – afferma l’on. Ragusa – che è questo il primo bando della Regione a valere sul Programma di sviluppo rurale 2014/2020 nonostante l’Unione Europea non abbia ancora approvato il programma.  L’attuazione della misura 11 è stata autorizzata su tutto il territorio dell’isola nell’intento di non penalizzare, in termini di tempo e produzione, gli operatori del comparto biologico. E per questo sottolineiamo la grande attenzione messa in campo dall’assessore e dai dirigenti dell’assessorato. Ma non possiamo dimenticare che l’agricoltura siciliana non è solo “biologico”. C’è, infatti, un’agricoltura importante, sia in termini di fatturato che di occupazione, che attende che vengano emanati i bandi per poter innovare i propri impianti, essere presenti e competitivi nei mercati internazionali”. Il deputato regionale chiarisce che “si tratta dell’agricoltura specializzata della cosiddetta fascia trasformata della Sicilia sud-orientale, vale a dire una estensione di oltre 6.000 ettari di serre specializzate nelle produzioni orticole, con oltre 1.100 ettari di coltivazioni super specializzate in fuorisuolo secondo le più moderne tecniche di coltivazione, con fertirrigazioni controllate ed automatizzate. Stiamo parlando, insomma – aggiunge il parlamentare all’Ars – di un territorio che è il piu “agricolo” di Italia per percentuale di Pil prodotto dall’agricoltura sull’intero Pil provinciale. Voglio appena ricordare che la provincia di Ragusa detiene il primato nazionale per quanto riguarda la produzione agricola lorda vendibile, con il 47% della produzione ortofrutticola e floricola sotto serra: il 6% appena della popolazione siciliana produce più del 20% del reddito agricolo regionale. Sappiamo che oggi la competitività nei mercati internazionali si vince con la qualità, la quantità, la certezza dei controlli. Ma quantità e qualità si possono avere solo con strutture altamente “tecnologizzate”. Se le nostre aziende non sono pronte ad affrontare la sfida dell’innovazione tecnologica e di processo saranno destinate a perire sotto i colpi di una concorrenza internazionale agguerrita, sia degli altri Paesi mediterranei, quali Tunisia, Marocco, Egitto, Israele, veri nostri competitors per analogie di produzioni, di territorio, di clima, sia di Paesi come l’Olanda, tecnologicamente avanzatissimi che detengono in mano le leve dei mercati internazionali. Ecco perché aspettiamo che l’assessore Caleca si adoperi per definire quanto prima l’approvazione del Programma di sviluppo rurale 2014/2020 da parte dell’Unione Europea. Per il biologico non si vuole fare perdere l’annata agraria. Ma ecco perché chiediamo: a quando i nuovi bandi per sostenere l’innovazione delle nostre imprese agricole? L’agricoltura siciliana, e quella specializzata ragusana in particolare, ha già perso due annate agrarie in attesa dei nuovi bandi, e se, come si dice che, continuando così, i primi bandi saranno emanati nei primi mesi del 2016, allora, prima della erogazione dei primi fondi avremo perso altre due annate agrarie. Insomma, se l’assessore non si dà da fare con urgenza, i danni per l’agricoltura siciliana saranno enormi. Sempre che possa rimanere ancora un’agricoltura siciliana in grado di competere nei mercati internazionali”.

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