L’on. Ragusa su riforma delle Camere di Commercio in Sicilia

L’on. Orazio Ragusa: “E’ un percorso che rischia di mettere all’angolo le prospettive di crescita dell’area iblea”

“Ancora una volta stiamo andando incontro ad una riforma che, al di là dell’effetto annuncio, rischia di non garantire alcuna ricaduta positiva sul sistema socio-economico della nostra terra. Anzi, c’è già chi paventa un recesso immediato. Per cui non si può accettare di buon grado una ipotesi di accorpamento delle Camere di commercio in Sicilia, ipotesi che rischia di mettere all’angolo le prospettive di crescita dell’area iblea”.

L’on. Orazio Ragusa, dopo avere appreso il “sì” della Giunta regionale di Unioncamere di approvare, come atto di indirizzo, il progetto di accorpamento a livello siciliano sulla scorta della riforma propugnata dal governo nazionale, è deciso a verificare, auspicabilmente con gli altri colleghi dell’area iblea, così da creare un tavolo comune, quale la portata di tale impatto per le Pmi presenti sul territorio.

“Basti pensare che le nostre imprese, in forma diretta o indiretta, hanno ricevuto fondi dall’ente camerale – aggiunge l’on. Ragusa – che sono serviti a finanziare l’internazionalizzazione, la presenza a fiere, ad accedere al credito attraverso il sistema dei confidi. Sì, è vero, si annuncia il dimezzamento dei tributi camerali ma a fronte di ciò la perdita, e non lo dico certo io ma sono le stime avanzate da esperti del settore come la Cgia di Mestre, rischia di essere quattro volte il risparmio. Se così sarà, che senso ha tutto questo? Ecco perché occorre procedere con calma e razionalità e non farsi prendere dalla fregola di risparmiare a tutti i costi quando questo risparmio significherebbe solamente uccidere il sistema”.

Abbiamo già appurato, purtroppo – continua l’on. Ragusa – che altre riforme hanno avuto questo taglio, sono, cioè, servite solamente a garantirsi un effetto annuncio che, purtroppo, è stato puntualmente smentito dai fatti, dall’aggravarsi, cioè, dei servizi erogati a vantaggio dei cittadini. Riteniamo che non si possa continuare senza avere prima verificato quali saranno gli scenari che si andranno a delineare. A maggior ragione per quanto riguarda la Camera di Commercio di Ragusa che da oltre un anno e mezzo, ormai, opera senza vertici e ha dovuto fare i conti con un commissariamento senza fine. Sono segnali devastanti per la nostra economia che faticosamente sta cercando di recuperare il terreno perduto”.

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