Lorefice e Ferreri (M5S): “Primo giorno di scuola dei disabili diventato dramma che non deve ripetersi”

Palermo, 15 settembre 2015 – “Un nuovo anno scolastico è iniziato ancora con vecchi problemi, ancora una volta un giorno, che per tanti nostri giovani è il più bello ed emozionante per altri, i disabili, diventa un vero e proprio incubo. Per loro e per i genitori costretti a manifestare per far valere il diritto all’istruzione dei figli, costretti a spiegare ai loro ragazzi perché non potranno restare in classe come gli altri. Famiglie deluse da una politica che gestisce la normalità come fosse un’emergenza, arrivando a metà settembre impreparata”: Lo dichiarano la parlamentare Marialucia Lorefice e la deputata all’Ars  Vanessa Ferreri: “Il Governo regionale siciliano porterà sicuramente avanti le istanze dei numerosi studenti disabili delle superiori che necessitano del trasporto e degli assistenti Osa, ma quando? La scuola è iniziata oggi! Non è ammissibile che ogni anno si ripeta lo stesso iter procedurale, non è ammissibile parlare di problemi economici davanti a fatti di così rilevante importanza. I nostri giovani disabili fino a quando la burocrazia non farà il suo corso staranno a casa oppure, nella migliore delle ipotesi, i genitori saranno costretti a passare ore ed ore nei corridoi aspettando di dover aiutare i propri figli se necessario, lasciando il lavoro, altri figli a casa. Il diritto all’istruzione va tutelato sempre e comunque, a pagare non possono essere sempre le fasce più deboli. La questione economica non regge più, i fondi mancano solo per i servizi essenziali, per i nostri figli. Non è concepibile che delle famiglie pur di farsi sentire siano costrette a manifestare per veder riconosciuti i propri diritti. E oggi, ancora una volta, è successo. In tutta la provincia iblea si è alzato forte il grido d’aiuto dei disabili e dei loro genitori. Non bastano le parole, non basta il sentimentalismo, servono i fatti. L’auspicio è che l’anno prossimo tutto questo sia solo un brutto ricordo e che le decisioni e gli aspetti burocratici vengano trattati prima di costringere anche i docenti ad allargare le braccia, impotenti, di fronte all’ennesimo dramma della nostra società”.

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